domenica 26 luglio 2026
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Miami, comandante colpevole per la morte di tre bambine

Il comandante del rimorchiatore coinvolto nell’incidente di Miami si dichiara colpevole per la morte di tre bambine durante un corso di vela.

2025 chiatta uccide tre bambine in barca a vela, il comandante si dichiara colpevole
2025 chiatta uccide tre bambine in barca a vela, il comandante si dichiara colpevole
Gais Gais Gais
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A quasi un anno dalla tragedia avvenuta nella Baia di Biscayne, a Miami, il comandante del rimorchiatore coinvolto nell'incidente che costò la vita a tre bambine impegnate in un corso di vela ha ammesso la propria responsabilità. Yusiel Lopez Insua, 47 anni, si è dichiarato colpevole davanti al tribunale federale dell'accusa di seaman's manslaughter, il reato statunitense che punisce l'omicidio colposo commesso durante la conduzione di un'unità navale.

L’incidente durante il corso di vela

L'incidente risale al 28 luglio 2025. Quel giorno un piccolo rimorchiatore stava spingendo una chiatta lunga oltre 30 metri carica di detriti da costruzione attraverso la Baia di Biscayne. Contemporaneamente una deriva appartenente a un centro velico, con a bordo cinque bambine e un'istruttrice, era rimasta praticamente senza vento e aveva perso abbrivio proprio lungo la rotta del convoglio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la visuale del comandante era fortemente limitata dalla presenza della sovrastruttura del rimorchiatore, della gru e del carico trasportato sulla chiatta. A bordo, inoltre, non era stato assegnato alcun membro dell'equipaggio al ruolo di vedetta, una misura di sicurezza prevista proprio quando la visibilità dalla plancia risulta insufficiente. Le indagini hanno inoltre accertato che il comandante stava utilizzando il telefono cellulare durante la navigazione, anche nei minuti immediatamente precedenti all'impatto.

La chiatta investì la piccola barca a vela senza che il comandante riuscisse a vederla in tempo. L'istruttrice e due delle bambine riuscirono a salvarsi dopo essere finite sott'acqua sotto lo scafo della chiatta, mentre tre giovani allieve rimasero intrappolate sotto l'imbarcazione e morirono annegate. La vicenda suscitò grande emozione negli Stati Uniti e riaccese il dibattito sulla sicurezza della navigazione nelle aree dove convivono traffico commerciale, attività sportive e scuole vela.

Il comandante ammette la propria responsabilità

Nel corso dell'udienza il comandante ha riconosciuto che la propria condotta negligente è stata la causa dell'incidente. L'accusa prevede una pena massima di dieci anni di reclusione. Nell'ambito dell'accordo raggiunto tra procura e difesa è stata proposta una condanna a un anno di carcere seguito da sei mesi di detenzione domiciliare, ma la decisione finale spetterà al giudice federale nei prossimi mesi.

Il tema della sicurezza nelle aree di traffico

Il caso è destinato a rimanere un riferimento importante anche per il mondo della vela. La presenza di scuole vela e piccoli circoli nautici in aree interessate dal traffico professionale impone infatti procedure rigorose sia ai grandi mezzi commerciali sia alle unità più piccole. L'obbligo di mantenere una vedetta efficace, soprattutto quando la visuale dalla timoneria è limitata, rappresenta uno dei principi fondamentali del Regolamento Internazionale per Prevenire gli Abbordi in Mare (COLREG), una norma che questa tragedia ha ricordato nel modo più drammatico possibile.

© Riproduzione riservata

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