venerdì 2 dicembre 2022
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E’ morto Giuseppe Carnevali, il padre del map navigator

E’ scomparso Giuseppe Carnevali, uno dei grandi dell’ingegneria italiana, l’inventore di quello che oggi è uno strumento di uso quotidiano sia sulle barche che sulle auto che in molte altre situazioni: il cartografico elettronico

Giuseppe Carnevali e la moglie Jaqueline
Giuseppe Carnevali e la moglie Jaqueline

Dopo un a lunga malattia è morto Giuseppe Carnevali l’inventore del cartografico. L’ingegnere aveva 74 anni ed era malato da molti anni.

Carnevali è stato uno di quegli uomini che hanno inciso in modo determinante nella vita quotidiana di noi tutti. Insieme all’amico Luca Fosco Bianchetti, 35 anni fa creò il primo cartografico, ovvero il plotter che tutti noi oggi abbiamo sulle nostre autovetture e che ci guida per le strade di tutto il mondo o che ci permette di navigare in sicurezza.

Ingegnere navale e meccanico, Carnevali, dopo aver iniziato la sua strada con Bianchetti, se ne separò; i due fondarono delle società proprie entrambe destinate a diventare dei giganti dell’elettronica.

Bianchetti creò la C-Map che oggi è una società del gruppo Boing, mentre Carnevali creò la Geonav e la Navionics, la prima per la produzione dell’hardware e la seconda per la produzione del software, ovvero le carte elettroniche.

Carnevali fu anche un pioniere dell’intelligenze artificiale. Il suo sistema cartografico già da molti anni è in grado di auto aggiornarsi ricevendo informazioni sui fondali marini da parte delle barche che navigano in tutto il mondo usando strumenti connessi con il sistema Nemea.

Decine di migliaia di barche registrate su Navionics che danno il loro contributo per la creazione e l’aggiornamento di carte elettroniche sempre più sicure. Questo ha permesso alle carte della Navionics di diventare molto più precise di quelle degli istituti idrografici sino a sostituirle. La Marina degli Stati Uniti già da anni ha abolito le carte nautiche per passare al cartografico della Navionics e dopo di lei sono arrivate anche le marine di molti altri paesi del mondo.

Il cammino non è stato semplice, da primaCarnevali si dovette scontrare con l’ottusità delle autorità di molti paesi, in particolare i militari di questi, che giudicavano l’innovazione proposta come una vera e propria eresia che non avrebbe mai preso piede.

Poi, però, quando fu chiaro che la visione dell’ingegnere italiano era il futuro, in molti si convertirono alle carte elettroniche e oggi non sarebbe possibile pensare di viaggiare senza avere un GPS cartografico a bordo della propria auto o della propria barca.

Oltre a un inventore, Carnevali era anche un filantropo. Quando ebbe coscienza della sua malattia, Carnevali vendette le sue società alla Garmin e si ritirò dal mondo del lavoro per concentrarsi nella gestione della sua fondazione con la moglie Jacqueline.

La Fondazione Carnevali ha creato e gestisce in India delle scuole per i bambini più poveri che altrimenti sarebbero condannati all’analfabetismo e alla schiavitù infantile, per un totale di circa 2.000 alunni.

Il ricordo del nostro direttore

Giuseppe Carnevali era un uomo speciale, una mente brillante costantemente un passo avanti a tutti. Quando mi chiamava già sapevo che c’era qualche cosa di innovativo nell’aria.

Mi ricordo quando, agli albori dell’iPad della Mac mi invitò a pranzo a Marina Cala dei Medici per spiegarmi la nuova APP, Boating. Sino a quel momento il cartografico lo si usava sul plotter della Geonav, una società di sua proprietà, ma lui in quel pranzo mi spiegò come avrebbe fatto a superare il plotter da tavolo. Sarebbe bastato un iPad, o uno Smartphone (anche l’iPhone era nato da poco tempo) e il cartografico da tavolo sarebbe stato, per molti usi, inutile, avremmo navigato, mi disse, consultando l’iPad o l’iPhone: e così fu.

Un'altra volta, mi invitò per chiedermi di pubblicare i nostri articoli su Boating. Aveva aperto sulla sua APP una funzione per cui per ogni località si poteva accedere a degli articoli che parlavano di quel luogo. Voleva che chi arrivava su di un’isola potesse sapere tutto di quell’isola.

Sapeva che noi avevamo un archivio molto ricco con molte guide di navigazione e mi chiese di pubblicare i nostri articoli sul suo sistema. Io non capii subito a cosa sarebbe servito, ma ormai avevo imparato a conoscerlo e ad accettare il fatto che lui vedesse delle cose che io avrei visto solo più tardi, quando, ormai, lui stava già vedendone altre.

Come tutti i geni Giuseppe Carnevali era una persona di una semplicità disarmante e costantemente con il sorriso sulle labbra. Anche quando, in un salone di Genova, mi disse della sua malattia, quando era ancora all’inizio, e mi annunciò che si sarebbe ritirato, lo fece con il sorriso come se fosse una cosa di secondaria importanza, un problema facilmente risolvibile.

La morte di Giuseppe è una cosa dolorosa. Sapere che un uomo di quella intelligenza, con quella luce negli occhi, quella voglia di fare, di dare, di creare, non c’è più è una cosa profondamente triste.

Il suo ricordo vivrà nelle mille cose che ha fatto e nella moglie Jacqueline che continuerà a dirigere la Fondazione Carnevali per permettere a migliaia di bambini di avere un futuro migliore di quello senza speranza che il destino aveva preparato per loro.

Maurizio Anzillotti

© Riproduzione riservata

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