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Inammissibile il ricorso del Comandante De Falco

Il Tar della Toscana, per un cavillo burocratico dichiara inammissibile il ricorso di De Falco

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Livorno – Il Tar della Toscana ieri ha dichiarato il ricorso del comandante De Falco contro il suo demansionamento inammissibile per un cavillo burocratico concernente una notifica alla persona che ha preso il posto di De Falco nella sua vecchia mansione.

Il Comandante De Falco, venuto agli onori delle cronache per essere stato l’ufficiale che ha intimato a Francesco Schettino, comandante della Concordia, di rientrare a bordo della nave durante le drammatiche ore del naufragio della nave, sei mesi fa era stato destinato a compiti amministrativi, un cambio di mansioni che l’ufficiale non aveva accettato considerando di essere qualificato per un compito operativo e non burocratico.

“Il respingimento - ha detto De Falco - è dovuto al fatto che non avrei notificato entro i termini stabiliti il ricorso all'ufficiale che ha preso il mio posto definito controinteressato al procedimento e per questo il ricorso è ritenuto inammissibile dalla giustizia amministrativa che non è entrata nel merito della vicenda. Ma questo non è un concorso a premi dove vince questo o quello, qui chiedevo ai giudici di pronunciarsi sul mio demansionamento e per quali ragioni era stato deciso. Evidentemente lo Stato ha preferito salvarsi in calcio d'angolo. Ora valuteremo con i miei legali se appellare la sentenza al Consiglio di Stato”.

In molti considerano questo demansionamento di De Falco come una mossa innoportuna da parte dei vertici delle Capitanerie.

"Voglio che si faccia luce sul procedimento fino in fondo - ha  affermato l'ufficiale - e che lo Stato si pronunci nel merito di quello che io ritengo un demansionamento ingiusto. La giustizia entri dunque nel merito delle carte prodotte da me e dall'amministrazione per stabilire se è giusto che io non faccia più il lavoro per il quale sono stato formato e vengo pagato.  L'amarezza più grande - ha puntualizzato De Falco - riguarda però una considerazione più generale e cioè che questa sentenza si collochi nell'andazzo generale del Paese dove si preferisce appigliarsi a questioni procedurali anziché di merito".


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