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domenica 29 novembre 2020

Alessandra Sensini entra nella Hall of Fame dell’Isaf

La Sensini, insieme a un altro grande della vela italiana, Valentin Mankin sono entrati nella Hall of Fame

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Southampton, UK – Per quanto i giornali di tutto il mondo si affannino a nominare i loro velisti dell’anno il vero riconoscimento alla carriera di un velista, la sua consacrazione nella storia della vela è data dal suo ingresso nella Hall of Fame della federazione internazionale della vela ISAF.

Sabato scorso in Cina, durante il congresso annuale dell’ISAF, sono stati nominati i sette atleti che entreranno nella Hall of Fame della federazione internazionale, tra questi figura: Alessandra Sensini, sei volte olimpionica collezionando, un oro a Sidney 2000, un argento e due bronzi. La Senisini è una delle new entry della Hall of Fame della Federazione internazionale di Vela ISAF.

Con lei, un altro mito della vela italiana, Valentin Mankin, l’ucraino naturalizzato italiano. Un incredibile campione che ha partecipato a quattro olimpiadi vincendo tre medaglie d’oro (Finn, Tempest e Star) e una d’argento. L’ultima medaglia d’oro la vinse nel 1980 alle olimpiadi di Mosca. Dopo Mosca, Valentin si trasferisce in Italia, a Livorno dove diventa coach della nazionale di vela italiana.

Con loro altri cinque nomi che hanno contribuito a fare la storia della vela:
Dennis Conner, mister America’s Cup per aver vinto quattro volte il più antico trofeo del mondo, la Coppa America (1974, 1980 e 1988 come Defender e una volta nel 1983 come Challenger). Olimpionico nel 1976 è anche stato due volte campione del mondo di Star.

Harold Vanderbilt (1884 – 1970)
Figura romantica della storia della vela della prima metà del secolo scorso, Vanderbilt era un pilota d’aerei, scrittore, e, logicamente, un velista. Vinse la Coppa America per tre volte a bordo dei magnifici J class, nel 1930, 1934 e 1937.

Sir Peter Blake (1948 – 2001)
Sir Peter Blake, il capitano dei calzini rossi (un paio di calzini rossi regalati dalla moglie, era il suo portafortuna), fu tra i più grandi velisti d’altura. Vinse dalla Whitbread Round the World Race alla Jules Verne. Partecipò due volte alla Coppa America, dove nel 1992 perse la Luis Vuitton Cup, la regata che nomina il challenger finale che compete nelle finali con il detentore della coppa, al tempo America Cube, contro il Moro di Venezia di Raul Gardini. Nel 1995 tornò a regatare in Coppa America e la vinse con Black Magic. Fu ucciso nel 2001 da un gruppo di pirati che assalirono la sua barca in un fiume del Brasile dove si trovava per una missione di rilevamento dell’inquinamento ambientale.

Buddy Melges
Buddy, figlio di Harry, creatore del cantiere che ancora oggi costruisce i Melges, è uno di quei velisti che ha vinto di tutto incluso un titolo per le regate sui laghi ghiacciati. Il suo apice è ai giochi olimpici del 1972 dove vince l’oro sui Soling che arriva dopo il bronzo conquistato nei giochi olimpici del 1964 sui Flying Duchtman.

Torben Grael
2 ori, 2 bronzi e 1 argento, cinque medaglie olimpiche, un record battuto solo recentemente da Sir Ben Ainslie, così si può sintetizzare la grandezza di questo atleta brasiliano. Oltre alle classi olimpiche, Torben Grael si è dimostrato un grande velista anche in altura, vincendo la Volvo Ocean Race con Ericsson 4.