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Il futuro del catamarano, dal cat a vela a quello a motore

Il catamarano si sta evolvendo verso un futuro che porterà diverse sorprese, tra le quali, un arretramento del catamarano a vela a favore di quello a motore

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Parigi (Francia) – Il catamarano a motore, o Power Cat continua a conquistare fette di mercato a volte a discapito del catamarano a vela.

Il grande successo del catamarano non sembra voler terminare. Lagoon ha raddoppiato la produzione ma, comunque, non riesce a rispondere a tutte le richieste. Fountaine Pajot lo stesso, se riuscisse a produrre di più continuerebbe ad avere il libro ordini pieno.

I motivi di tali successi sono da ricercarsi nel fatto che il catamarano, più di ogni altro tipo di barca, riesce a garantire tutta la comodità che il diportista cerca, ma non solo. Molti clienti del catamarano arrivano dal mondo delle barche a motore perché questo tipo di barca offre gli stessi volumi di monoscafi a motore molto più grandi con costi di gestione decisamente inferiori.

Dopo alcuni anni di dominio incontrastato del catamarano a vela, negli ultimi due anni si è fatto avanti in modo prepotente il catamarano a motore. Il power cat, come viene comunemente chiamato questo tipo di barca, il quale è una versione veloce del cugino a vela.

Se inizialmente, le versioni a motore dei catamarani dei grandi cantieri nascevano sugli scafi delle versioni a vela rivisti, ora, con il crescere della domanda, i cantieri hanno iniziato a creare dei modelli che nascono come power cat.

Per dare un’ idea di quanto può offrire un power cat, si consideri che un catamarano a motore di 44 piedi equivale a un motoryacht da 60-62 piedi. Il primo può raggiungere i 23-24 nodi con due motori tra i 400 e i 500 hp, mentre il secondo per fare la stessa velocità ha bisogno di almeno due motori da 800 hp. Il primo consuma, al massimo della velocità tra i 170 e i 190 litri ora, mentre il secondo consuma molto più di 700 litri ora, per non calcolare poi i costi della manutenzione che per un power cat, come ci dice Luca Venica della Eurosail, importatore dei Fountaine Pajot a vela e a motore “sono di 8 volte inferiore a quello di un monoscafo della stessa volumetria.

La nuova tendenza che si sta concretizzando in maniera sempre più evidente è quella di velisti che pur partendo con l’intenzione di acquistare un cat a vela, finiscono per prenderlo a motore.

Il ragionamento è semplice. Su di un cat a vela l’utilizzo delle vele è molto limitato, si naviga prevalentemente a motore, almeno sui catamarani da crociera e charter, discorso diverso è su barche come gli Outremer o gli HH che sono fatti per navigare prevalentemente sulle lunghe rotte oceaniche e lo fanno quasi esclusivamente a vela, a quel punto in molti preferiscono optare direttamente per lo scafo a motore che offre maggiori velocità.

Un cat di 44 piedi a vela può contare su di una velocità a motore di punta di 10 – 11 nodi , l’equivalente cat a motore può fare i 23-24 nodi. Un power cat di 44 piedi a 17 nodi è estremamente stabile e, su di questo ci si può muovere con la stessa sicurezza con cui ci si muove sul ponte di un cat a vela, con la differenza che sul power cat si naviga al doppio della velocità.

Certo i consumi sono un po’ più alti, ma la differenza non è esagerata soprattutto se poi si pensa che un catamarano a motore ha una riserva di potenza che gli permette di procedere a velocità di crociera anche con mare formato e vento forte sulla prua cosa che con un cat a vela è più difficile.

Vista questa tendenza del mercato SVN Solovelanet, ha deciso di presentare ai propri lettori anche i power cat. Il primo tra questi sarà il MY44 della Fountaine Pajot che il team di SVN ha provato a Lignano dieci giorni fa grazie alla Eurosail che ha messo a disposizione la barca, la barca appoggio e gli uomini necessari alla prova.

Il video del MY44 uscirà tra poche settimane.

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