
Lo skipper francese di Groupama ha tuttavia riconosciuto pienamente i meriti dell’avversario e si è lasciato andare in un’analisi tecnico-tattica della traversata. “Banque Populaire ha raggiunto delle velocità incredibili – ha detto Cammas – riuscendole a mantenere nell’arco delle ventiquattro ore. In quell’equipaggio ci sono molti miei amici e sono davvero contento per loro”.
Quali sono le differenze tra i due trimarani? Per il velista transalpino è difficile capirlo soltanto da una regata. “Noi abbiamo recuperato quando il vento è aumentato – ha continuato – ma ad ogni modo le differenze di prestazioni sono state più o meno simili in ogni condizione. La meteo è stata troppo ambigua per poter tracciare una valutazione precisa”.
La traversata nord-atlantica è stata un ottimo banco di prova per la sfida che Groupama si accinge ad affrontare in inverno: il Trofeo Jules Verne, ovvero la circumnavigazione del globo senza scalo. “Banque Populaire – racconta il velista – va meglio di bolina. Il nostro trimarano è invece più corto e leggero. E rende meglio alle portanti, una condizione che incontreremo molto spesso nel giro del mondo che andremo ad affrontare”.
A proposito, sembra che per Cammas questo sia l’equipaggio da confermare. “C’è stata un’intesa perfetta – ha detto – e tutto ha funzionato per il meglio. Sono contento di lavorare con questi ragazzi anche nel prossimo inverno. Ci siamo alternati con continuità al timone e all’arrivo nessuno era stanco. Penso che sapremo gestirci al meglio anche in una competizione decisamente più impegnativa”. L’ultima battuta di Cammas è per Bernard Stamm, il velista che è riuscito a portare Groupama al massimo dei giri. “Con lui – ha concluso – la barca ha toccato i 44,7 nodi. Quando si dice precisione svizzera...”.
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