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Infiniti 52, una via diversa per l’uso dei foil

Infiniti 52, un nuovo progetto per la vela offshore che arriva dal cantiere britannico, con i foil DSS che non serviranno a volare ma a fare sbandare di meno la barca

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La parola foil oggi è ormai di uso comune nel mondo della vela, ma fino a qualche anno fa non era esattamente così. I primi a introdurla nel mondo delle barche cabinate d’altura sono stati gli inglesi di Infiniti Yachts che già 15 anni fa sperimentavano i foil DSS (Dynamic Stability Systems) sulle loro barche da regata e da crociera sportiva, fino ad arrivare a progettare quelli del Baltic 142 Canova.

Infiniti ha recentemente presentato un nuovo progetto, l’Infiniti 52 pensato per la vela offshore, fedele alla filosofia del cantiere.

L’Infiniti 52, come i modelli precedenti, non è dotato di foil che lo faranno volare sull’acqua, ma di foil DSS, che lavorano appena sotto il pelo dell’acqua e che servono prevalentemente a ridurre lo sbandamento e in minima parte l’attrito sull’acqua della carena.

Una barca che sbanda meno è più efficiente, più comoda e semplice da condurre anche con un numero di membri d’equipaggio ridotto. E questo 52 piedi vuole portare questi semplici concetti nel mondo delle regate offshore, con una misura di barca che può essere ideale per competere nelle grandi classiche dell’altura come il Fastnet o la Sydney to Hobart.

La barca nei primi renders mostra linee tirate, con un leggero spigolo a poppa e una prua inversa.

All’interno dell’Infiniti 52 il progetto prevede pochi fronzoli: il mobilio sarà realizzato in composito e le paratie a vista, ci saranno delle panche per l’equipaggio e le cuccette a poppa.

Essendo Infiniti un cantiere che offre anche possibilità di personalizzazione per le proprie barche, gli interni potranno essere adattati anche per l’utilizzo da crociera sportiva.

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