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sabato 13 luglio 2024
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Lagoon 60: varato il modello della Lagoon più atteso degli ultimi dieci anni

Grande festa nel cantiere Lagoon a Bordeaux dove si realizzano i grandi scafi, per il varo del nuovo Lagoon 60

Lagoon 60
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In questi giorni a Bordeaux, nel cantiere della Lagoon dove si realizzano i grandi scafi, c’è aria di festa, è stato varato l’ultimo modello del marchio, il Lagoon 60.

La barca, come si intuiva già dai diversi rendering pubblicati dal cantiere francese, è rivoluzionaria, reinterpreta il catamarano Lagoon.

In questa si sommano tante di quelle novità che è difficile elencarle tutte e per questo, per iCAT SVN CATAMARANS, la nostra rivista dedicata ai catamarani, abbiamo chiesto lumi a uno dei maggiori importatori di Lagoon nel nostro paese, Stefano Pizzi, amministratore della Spartivento Group.

iCAT – Stefano qual è secondo te l’innovazione con il maggior impatto che troviamo sul Lagoon 60.

S.P. – L’innovazione più evidente è la zona del pozzetto “wider”, ovvero che si può allargare aprendo e trasformando in pedane le murate laterali del pozzetto. Questo elemento, apparentemente semplice, aumenta la superficie vivibile del pozzetto posteriore di circa un terzo creando aree esposte al sole accanto a zone di ombra, cosa che invita a una maggiore aggregazione di tutti gli ospiti presenti a bordo.

iCAT – Oltre al pozzetto "wider", che rappresenta un'innovazione significativa, credo ci sia un'altra caratteristica di rilievo che merita attenzione. Puoi dirci qual è?

S.P. – Sì, certo, un'altra innovazione totale è la zona del pozzetto di prua con la porta che mette in comunicazione la dinette con il pozzetto.

iCAT – Questa però è una soluzione che usano già molti cantieri.

S.P. – Sì è vero, infatti l’innovazione non si trova nella porta, ma nel pozzetto. Tu hai sicuramente presente i pozzetti dei catamarani che hanno la porta di prua, il pozzetto è molto affossato, sembra quasi una buca, guarda solo quello dei Leopard o quello dell’Alegria 67 della Fountaine Pajot. Qui il pozzetto non è affatto affossato, quando ti siedi in non hai nulla che ti ostruisce la vista verso mare, eppure il piano di calpestio del pozzetto è allo stesso livello di quello della dinette. Questo perché la Lagoon ha trovato il modo per abbassare la parte centrale della zona prodiera del catamarano, lasciando alti gli scafi che così continuano a garantire volume alle cabine.

iCAT – Credi che questa barca segnerà l’inizio di una nuova generazione di catamarani.

S.P. – Certamente sì, catamarani molto più comodi e più belli. Ci vorrà qualche anno, ma tra non molto vedrai che avremo una gamma Lagoon tutta improntata sulle grandi innovazioni che vedi ora su questa barca.

iCAT – Stefano secondo te troveremo questa barca anche nelle flotte charter.

S.P. – Noi di Spartivento sicuramente ne prenderemo almeno una. Farà parte della nostra flotta lusso Sailuxe, e credo che una barca così avrà il booking sempre pieno. Tu considera che per avere questi spazi e questi volumi e questo tipo di comodità dovresti noleggiare un superyacht da 30 metri con costi molto diversi.

Il Lagoon 60 ora dovrà passare i controlli qualità e poi sarà portato in Mediterraneo dove sarà protagonista di un evento itinerante della lagoon che questa estate farà il giro Tirreno dalla Sardegna sino alla Sicilia per poi risalire lo stivale per poter essere allo Yachting Festival di Cannes a settembre, il primo salone al quale parteciperà.

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