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mercoledì 25 novembre 2020

Mario Battilani a 91 anni conclude il giro d’Italia

Il 91enne Mario Battilani ha concluso il suo giro d’Italia arrivano sulle coste romagnole e dimostrando che la vela non conosce età

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Ravenna – Una volta c’era la terza età, poi è arrivata la quarta età e ora, forse, con le imprese di Battilani che a 91 anni fa il giro d’Italia e quella di Bin Lambert che a 100 anni suonati si diverte a scendere sott’acqua con l’autorespiratore e stabilisce un record mondiale di permanenza sott’acqua per la persona più anziana del mondo, si dovrà iniziare a parlare di quinta età.

Battilani, approfittando del desiderio dell’armatore del Lumiere III che, stanco di farsi spellare dai marina del Mar Ligure, aveva deciso di portare la barca sull’Adriatico dove il mantenimento della barca ha un costo più contenuto, ha dato vita a un suo antico sogno: fare il giro d’Italia in barca a vela.

Battilani è una di quelle persone che non capiscono perché ci si aspetti che una persona anziana si spenga molto prima di lasciare questo mondo.

“Non voglio stare a casa a misurarmi la pressione tutto il tempo”, dice Battilani e questo suo spirito lo ha portato a organizzare con l’aiuto della Nave di Carta e della Lega Navale di Lerici oltre che con il supporto della presidenza nazionale della Lega Navale Italiana che ha mobilitato le sue sezioni sul territorio, lungo il percorso di #Forza91, la sua lunga rotta.

L’equipaggio di #Forza91 ha lasciato Fezzano, in Liguria, il 27 settembre scorso ed è arrivata a Ravenna 25 giorni e 120 miglia dopo.

Durante la lunga navigazione a bordo del Lumiere III, che è un Orca 43, si sono alternati nell’equipaggio di Battilani molte persone, giovani e meno giovani.

All’arrivo Battilani ha dichiarato di essere stanco, ma molto contento, e ha ringraziato tutti coloro che sia a bordo del Lumiere III, sia a terra, lo hanno aiutato a dar vita al suo sogno di girare l’Italia in barca a vela.

Il Lumiere III è, come abbiamo detto, un’Orca 43, una barca che deriva da uno scafo costruito da quelli che poi diventeranno Cantiere del Pardo e disegnato da Dick Carter per Raul Gardini che, sul finire degli anni settanta, voleva partecipare a un circuito di regate internazionali.

La barca, dopo il Pardo, fu costruita da molti altri cantieri di cui diversi nella zona di Fiumicino con alterne fortune e livelli qualitativi.

L’Orca 43 è una barca difficile, ben invelata e non particolarmente comoda. Il ponte è un flash deck che con onda viene spazzato dall’acqua, mentre per scendere sotto coperta bisogna affrontare una scala ripida con molti gradini.

Anche le cabine sono particolarmente piccole, come si usava una volta, anche se, nell’insieme, la barca ha ancora un grande fascino.