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mercoledì 25 novembre 2020

Scissione in UCINA: nasce una nuova associazione

E’ stata presentata a Milano la nuova associazione d’industriali della nautica, Nautica italiana

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Dopo un anno di battaglie, la scissione all’interno di UCINA (Confindustria nautica) si è consumata. Venticinque aziende, prevalentemente costruttori di superyacht e costruttori di accessori ai primi strettamente legati, si sono unite in un’associazione che hanno chiamato “Nautica italiana” e hanno nominato presidente di questa Lamberto Tacoli, numero uno di Crn, un cantiere della galassia Ferretti che produce grandi navette.

Nautica Italiana si presenta al grande pubblico come affiliata di Fondazione Altagamma, una fondazione che unisce gli industriali del lusso e che è presieduta da Andrea Illy.

Durante la conferenza stampa di ieri per la presentazione della nuova associazione tenutasi a Milano, il nuovo presidente Lamberto Tacoli ha sottolineato come l’appartenenza a Nautica italiana non abbia nulla a che vedere con la partecipazione delle aziende associate al Salone Nautico di Genova chiarendo in questo modo che i soci di Nautica italiana se vorranno potranno partecipare liberamente al Salone di Genova che è controllato da UCINA.

Nello stesso discorso Tacoli ha sottolineato come il primo obiettivo della nuova associazione sia quello di entrare a far parte di Confindustria.

L’ufficializzazione della nascita di Nautica italiana pone un problema non da poco a Confindustria: Nautica italiana ha fatto richiesta di entrare in Confidustria e in effetti rappresentando una parte importante, almeno in termini di fatturato del settore nautico italiano, la sua richiesta ha un fondamento, ma per statuto e per senso logico Confindustria non prevede che al suo interno possano esistere due associazioni in rappresentanza dello stesso settore e a rappresentare la nautica già c’è UCINA che ancora elenca 340 associati, la grande maggioranza degli operatori della nautica.

L’ingresso in Confindustria sarà un passo decisivo per la nuova associazione, senza il quale non potrà mai dirsi rappresentante ufficiale di un settore industriale quale la nautica da diporto.

La nascita di Nautica italiana da inizio a un grande duello tra UCINA e la nuova associazione per il controllo del settore nautico dal quale dipenderà in parte il futuro del settore stesso.

Da una parte si ha UCINA che rappresenta la maggioranza dei costruttori di barche e dall’altra la nuova associazione che rappresenta solo 25 aziende che però messe insieme fanno cirtca il 50 % del fatturato del settore.

Per quanto i rappresentanrti delle due associazioni lo neghino, gli interessi dei due gruppi non coincidono e a secondo di quali saranno gli equilibri che alla fine i due troveranno, vedremo prevalere un tipo di nautica a discapito di un'altra.