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L’estate “allegra” degli stabilimenti balneari: pioggia di sanzioni dei NAS

I militari hanno sanzionato il 30% degli oltre 800 stabilimenti controllati, il motivo principale è il mancato adempimento delle norme anti Covid

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Estate “allegra” per alcuni gestori di stabilimenti italiani sui quali si sono “abbattuti” i controlli dei Nas. Il Nucleo Anti Sofisticazioni ha controllato oltre 800 stabilimenti balneari in tutta Italia, da nord a sud, e la brutta notizia è che 1 stabilimento su 3, con oltre il 29% di sanzionati, è stato multato e addirittura ben 21 sono stati chiusi per gravi irregolarità. Il motivo delle sanzioni è stato principalmente il mancato rispetto su larga scala delle normative anti covid: mancato distanziamento degli ombrelloni, uso inesistente di dispositivi di protezione individuale e mascherine facciali per i lavoratori, assenza di dispenser per la disinfezione delle mani e mancata installazione dei sistemi per la rilevazione della temperatura corporea e delle informazioni per la clientela.

Per queste ragioni sono state anche segnalate 17 persone all`Autorità giudiziaria e 217 a quella amministrativa. Oltre al mancato rispetto delle normative anti covid in alcuni casi le sanzioni riguardavano anche la cattiva conservazione del cibo, con il sequestro di oltre 1,3 tonnellate di alimenti, soprattutto a base di pesce in cattivo stato.

Non un bel segnale insomma da parte di una parte dei gestori degli stabilimenti balneari, per un’estate che era stata annunciata particolarmente delicata sotto il profilo del contenimento della pandemia. Già l’anno scorso una parte di questo mondo imprenditoriale si era dimostrato piuttosto insofferente alle nuove regole, dettate dall’emergenza pandemica, ma a distanza di un anno la situazione su alcune spiagge italiane sembra peggiorata. Le sanzioni hanno riguardato attività site un po’ in tutta Italia: Marina di Pisa, Porto Cervo, Taranto, Pescara, Ortona, Vecchiano, Vibo Valentia e diverse altre località.


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