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giovedì 26 novembre 2020

Per l'Enrica Lexie, si fanno avanti altre ipotesi

C’era una nave greca a poca distanza dalla Enrica Lexie nelle ore del dramma e questa era stata attaccata dai pirati poco prima

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Costa meridionale dell'India - Con il passare del tempo si fanno avanti nuove ipotesi sulla vicenda della Enrica Lexie. I rilevamenti satellitari, posizionano la nave in acque internazionali al momento dello scontro con il peschereggio. Quasi in contemporanea con gli eventi dell’Enrica, una nave Greca veniva attaccata dai pirati nello stesso tratto di mare, ma più sotto costa. I Marò hanno sostenuto, sin dal primo momento in cui hanno visto le immagini del peschereccio del quale il comandante dichiara di essere stato attaccato dai Marò, che non sia quella la barca che si è avvicinata alla nave italiana.
L’ipotesi quindi che comincia a configurarsi, tra le molte in campo, è che il peschereccio sul quale si trovavano i due pescatori uccisi, si sia scontrato con la nave greca dalla quale, con certezza, sono stati sparati dei colpi, mentre un'altra imbarcazine si sarebbe avvicinata alla Enrica Lexie e, dissuasa dai colpi dei Marò, si sarebbe allontanata.
I funzionari italiani inviati dal nostro governo in India per chiarire la vicenda, si aspettano molto dagli esami autoptici sui corpi dei due pescatori. Questi dovrebbero determinare se i proiettili che hanno ucciso i due pescatori provenivano dalle armi in dotazione ai militari italiani, ma le autorità indiane, al momento, non sembrano essere intenzionate a rendere noti. Al contrario di quanto si era capito ieri, in un primo momento, i Marò non sono agli arresti, ma in stato di fermo. Stato che si potrebbe tramutare in arresto, quando, tra 48 ore, i militari dovranno comparire davanti al giudice penale che dovrà convalidare l’accusa.