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Velista scomparso: la compagna non riconosce il cadavere, il mistero si infittisce

La compagna di Andrea Taormina non ha riconosciuto né la scaletta della barca, né un cadavere che è stato ritrovato sulla spiaggia

SailItalia
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Emergono nuovi dettagli circa il velista scomparso a Palermo, Andrea Taormina, la cui sparizione a fine settembre durante un trasferimento a bordo della sua barca a vela Malandrina, è diventata un giallo .

Secondo quanto riportato da diversi quotidiani siciliani locali, la futura moglie e un amico del velista avrebbero partecipato al riconoscimento di alcuni pezzi che gli inquirenti ritenevano potessero appartenere al Malandrina.

L’eventualità è stata seccamente smentita, e in particolare è stata ritrovata una scaletta in plastica che non sarebbe riconducibile in nessun modo alla barca di Taormina, che invece ne aveva una di legno.

Successivamente a questa smentita, sono stati ritrovati sulle spiagge nei pressi di Balestrate, quindi nella zona di un ipotetico naufragio del Malandrina, due cadaveri.

Anche in questo caso è stata coinvolta la compagna di Taormina per il riconoscimento, che ha dato nuovamente esito negativo. I cadaveri, in avanzato stato di decomposizione, non avevano addosso vestiti o segni di riconoscimento riconducibili a Taormina, e potrebbero essere quelli di due migranti, anche se la Guardia Costiera ha dichiarato di non essere a conoscenza di naufragi in zona.

Che fine ha fatto allora Andrea Taormina? Cosa è successo nelle acque tra San Vito Lo Capo e Balestrate la notte del 28 settembre?

Il mistero si infittisce perché, secondo quanto riportato da Live Sicilia, negli ultimi mesi Taormina si sarebbe recato ben 5 volte in Tunisia. Sembrerebbe infatti, il condizionale resta d’obbligo in questa fase, che il velista avesse frequenti contatti in quella zona. Per questo motivo la pista della fuga, al momento non corroborata però da altri elementi, resta comunque in piedi.

A smentirla ci sarebbe il collocamento del cellulare di Taormina, che poco prima che si perdessero le tracce del velista aveva agganciato una cella non lontana dal porto di Balestrate.

Vale la pena anche ricordare che nel 2019, nello stesso tratto di mare, si inabissò dopo la collisione con una petroliera il peschereccio Nuova Iside, incidente che causò la morte dei tre membri dell’equipaggio.

La pista della collisione non è stata mai ufficialmente seguita dagli inquirenti, secondo la Guardia Costiera l’eventualità non sarebbe da prendere in considerazione, ma il mistero sulla sparizione resta ancora irrisolto.

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