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Day 38 - Il Pacifico

Gabart e Le Cléac’h entrano in Pacifico

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Day 38 - Difficile capire chi per primo ha messo il naso nell’oceano Pacifico, se Francois Gabart o Armel Le Cléac’h, ma ora i due sono nel terzo oceano e cominciano a sentire aria di casa. Hanno fatto più di metà giro del mondo, il che significa che ora sono sulla strada del ritorno. La prossima meta, una volta passato i cancelli New Zeland e Pacific est e west, sarà Capo Horn, il capo dei capi che segnerà il rientro in Atlantico e la risalita verso l’Europa in un duello che tiene i due skipper di testa in continua tensione.

Gabart e Le Cléac’h si scambiano la prima posizione a distanza di poche ore: questa notte Le Cléac’h era risucito a superare Gabart, ma poi , questo mattina, Gabart è tornato alla carica e ha riconquistato la testa della regata. I due camminano a circa 5 miglia uno dall’altro. Più che una regata in mezzo all’oceano sembra essere una lunga in mediterraneo quando le berche, molto spesso, camminano a vista l'una dell'altra.

Jean Pierre Dick – Dick, continua la sua regata a metà tra due coppie, quella di testa e quella composta da Alex Thomson e Bernard Stamm e sta affrontando in queste ore il passaggio del 5° cancello, “Est Australia”, in una zona di venti molto deboli che gli stanno imponendo una media sotto i 10 nodi. Chi, invece, si sta godendo una fantastica cavalcata sulle onde, è Jean Le Cam, che naviga a circa 700 miglia a ovest di Stamm su di un mare molto formato con onde di sei, sette metri: “ ho fatto un’incredibile picchiata – dice Le Cam – la più bella della mia vita. E’ stato come schiantarsi con l’auto a tutta velocità in una montagna di burro”.

Bernard de Broc – de Broc su Votre Nom autour du Monde, molto più indietro, sta avendo qualche problema. Si è ferito a un gomito che gli fa molto male e al contempo un onda gli ha strappato un candeliere di prua creando un buco nello scafo. Per effettuare le riparazione, de Broc, avrà bisogno di riparare in qualche baia e sta pensando di risalire verso la Tasmania.

Alessandro di Benedetto – Alessando ha superato ieri le 4.000 miglia di distanza dalla testa della regata, il che significa che ha circa 15 giorni di ritardo. Se continuerà a questo ritmo, riuscirà a contenere il distacco finale nei 30 giorni, molto di meno di quello che aveva previsto per l’ipotesi peggiore.