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Scelte, stanchezza e alghe

Difficili decisioni tattiche, stanchezza e un'enorme quantità di alghe sono le maggiori preoccupazioni per le sei barche impegnate nella sesta tappa della Volvo Ocean Race

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La flotta della Volvo Ocean Race partita per la sesta tappa del circuito lo scorso 19 aprile da Itajai (Brasile) in rotta verso Newport (Rhode Island-USA), continua a marciare compatta. Sono meno di 6 le miglia che separano i primi tre e circa 70 quelle che segnano la distanza dal primo al sesto. Le sei barche hanno una buona separazione laterale, che rende ormai difficile capire dove siano gli avversari attraverso l'AIS (Automatic Identification System) che come noto ha una copertura di circa dieci miglia.

I leader della classifica generale, Abu Dhabi Ocean Racing guidati dallo skipper britannico Ian Walker, hanno ancora un margine di vantaggio di circa 6 miglia su Charles Caudrelier e il suo equipaggio franco/cinese di Dongfeng Race Team, ancora secondo sul tabellone malgrado l'emorragia di punti subita nella quinta tappa a causa del ritiro.

Alle spalle dei tre battistrada, gli spagnoli di MAPFRE che hanno perso un poco di terreno nelle ultime ore, mentre i turchi/americani di Team Alvimedica sono riusciti a recuperare diverse miglia, riuscendo forse a cambiare le carte in tavola e la fortuna, come hanno cercato di fare nelle ultime giornate, nella speranza di ottenere un buon risultato nel loro porto d'attracco di Newport.

Le veliste di Team SCA guidate dalla skipper inglese Sam Davies sono seste e più lente rispetto agli avversari a causa di un vento più leggero di quello dei team che le precedono.

Secondo le previsioni le barche potrebbero raggiungere Newport fra il 7 e l'8 maggio. Avranno poi una decina di giorni a terra per recuperare le forze e fare manutenzione prima di ripartire alla volta di Lisbona, il 17 maggio, per l'ultima tappa transatlantica.