SVN logo

Come si ormeggia una barca a vela

Esistono diversi tipi di ormeggio in porto, scopri quali sono i metodi più semplici e quelli più difficili per attraccare

pdf-icon
Tipo Articolo
Formato file
PDF
Peso file
6 MB
data pubblicazione
01 nov 2021
Autore
Maurizio Anzillotti
Come si ormeggia una barca a vela
Come si ormeggia una barca a vela


La manovra di ormeggio è sicuramente quella che mette più paura al velista novello, a chi ha per esempio un neofita a bordo che deve darsi da fare o a chi deve entrare in porto con una situazione meteo non ottimale. Gli spazi ristretti, le prue delle altre barche che passano così vicine, la gente che guarda, i nostri ospiti che giudicano, la banchina alta.

Tutto è contro di noi quando ci accingiamo a ormeggiare, ma niente paura, in questi pochi paragrafi cercheremo di capire, dopo aver preparato la barca all’ormeggio, quale manovra sia la migliore e come eseguirla al meglio.

Come ormeggiare una barca in porto


La prima domanda che ci dobbiamo porre quando entriamo in un porto, che sia un marina o un porto comunale è: posso ormeggiare la mia barca ovunque?

La risposta è chiaramente no. In un marina, se non abbiamo un nostro posto prenotato, dovremo chiamare la torre di controllo e chiedere di assegnarci un posto. Questa ci assegnerà un posto in transito, chiedendoci di aspettare che un gommone con un ormeggiatore ci venga a prendere per accompagnarci al posto e aiutarci, se necessario.

In un porto comunale invece, non ci sarà nessuno a dirci dove metterci e dovremo dedurlo leggendo il portolano o la carta nautica.

In un marina avremo solo due scelte, ormeggiare la nostra barca di prua o ormeggiare di poppa. La decisione dipenderà principalmente, per quanto sembri strano, dalla nostra nazionalità.

Se siamo latini, ovvero veniamo da un paese che si affaccia sul Mediterraneo, ormeggeremo di poppa; se invece veniamo dal nord Europa, ormeggeremo di prua. In un porto comunale invece, ci potrebbe essere anche la possibilità di ormeggiare all’inglese, ovvero con la barca di fianco alla banchina.

Come si ormeggia di prua?


L’ormeggio di prua è semplicissimo, basta arrivare al proprio posto barca ed entrarvi di prua. Visibilità e manovrabilità saranno eccellenti. Non ci sarà alcun problema di effetto evolutivo dell’elica. Arrivati alla banchina, si lanceranno le cime all’ormeggiatore, che se siete in un porto del Mediterraneo vi guarderà perplesso, chiedendosi perché abbiate fatto una manovra del genere.

È importante tenere a mente che il segreto per non fare danni, in qualsiasi manovra di ormeggio, è la velocità, o meglio la lentezza. Più siete lenti, più siete sicuri. Ma solo se non c’è vento! Al contrario, in caso di vento, bisognerà usare la velocità per contrastarlo.

Ormeggiando di prua, chiaramente il corpo morto ovvero la trappa, dovrà essere legata a poppa.

Lo sbarco sarà meno semplice dell’imbarco, ma usando sempre cautela e andando piano, non troveremo difficoltà particolari.

Come si ormeggia di poppa?


L’ ormeggio di poppa è un po’ più complesso di quello di prua. E’ fondamentale capire il momento in cui iniziare a girare la barca, che solitamente è quando la prua si affaccia sullo spazio libero del nostro ormeggio. Devo iniziare a girare quando già sono con la marcia in folle. Poco prima che la barca si sia completamente girata e si venga a trovare in asse con l’ormeggio, devo mettere la retromarcia al minimo. Quando la barca è in asse, darò gas e gli farò prendere un po’ di abbrivio.

Ricordiamo che il timone, a barca ferma, non funziona. Farò entrare la barca nell’ormeggio e qualche metro prima di arrivare in banchina, metterò il monoleva in posizione avanti senza dare gas, per rallentare la barca. Quando sarò vicino alla banchina darò un colpetto di gas per fermare la barca. A questo punto non mi rimane altro che tirare le cime a terra e richiamare la trappa del corpo morto.

Se questa è la manovra nelle sue linee base, per farla bene bisogna avere un corollario di nozioni che troverete in questo articolo che abbiamo spiegato in un articolo specifico dal titolo “L’ormeggio di poppa in un marina” per il quale abbiamo anche realizzato un video della serie IO Navigo che vi proponiamo qui di seguito.




Come si fa la manovra all’inglese


Abbiamo detto che in un porto comunale ci può capitare di dover ormeggiare alla banchina di lato. Questa manovra si chiama “all’inglese”, e sia chiaro che gli inglesi la chiamano in tutto altro modo e ancora si chiedono perché noi la imputiamo a loro.

L’ormeggio all’inglese è una manovra semplice e per assurdo è più semplice arrivare a ormeggiare alla banchina che abbandonarla.

Per effettuare la manovra e ormeggiare in uno spazio tra due barche ferme in banchina, l’ideale è accostare con il lato della barca sul quale si trova il monoleva. Questo ci permetterà di vedere bene la banchina durante la manovra.

In banchina ci si arriva con un’inclinazione molto pronunciata. L’asse della barca deve essere a circa 45° con la banchina. Quando la prua sarà molto vicina al molo, diciamo un paio di metri, si accosterà con il timone verso il largo in modo da scostare la prua dalla banchina.

La manovra deve essere lenta e una volta che si è iniziato a girare, si deve mettere la retromarcia senza dare gas. La barca sfilerà lungo la banchina e si metterà parallela a questa. Una volta paralleli, si darà un colpo di retromarcia mentre si gira il timone verso la banchina. La barca si fermerà accostata al molo. Non rimane che, come dice chi in barca non c’è mai salito, “legare la barca alla banchina”.

Come si lega la barca alla banchina


Per quanto questo modo di descrivere l’ormeggio sia più adatto a un cavallo che va legato alla staccionata, rende bene l’idea. Finita la manovra, sia questa un ormeggio di poppa, di prua o all’inglese, come faccio a far sì che la barca rimanga al suo posto?

Semplice: usando le cime. In questa sede lo spiegheremo in due parole, ma si consideri che negli istituti nautici, l’ormeggio è materia di esame ed è una delle materie più dure.

L’idea è quella di tenere la barca al suo posto senza che questa ondeggi troppo violentemente in avanti, indietro o di lato.

Se la barca è ormeggiata di poppa, per fermare il movimento longitudinale della barca, useremo le cime di poppa che dovranno essere lasciate leggermente lasche. Per evitare i movimenti laterali si possono utilizzare due cime incrociate a poppa. Una cima parte dalla galloccia di dritta e arriva alla bitta di sinistra e l’altra fa il contrario. Anche queste vanno lasciate leggermente lasche.

Una terza cima che può tornare utile, soprattutto quando si ormeggia all’inglese, è lo spring. Una cima che va dalla galloccia di poppa a una bitta verso prua e una cima dalla galloccia di prua che arriva a una bitta verso poppa. Per approfondire questo capitolo vi invito a guardare il video al link qui di seguito in cui viene spiegato come gestire le cime in fase di ormeggio.


Registrati gratuitamente per scaricare l'articolo integrale, clicca qui

© Riproduzione riservata