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Un’altra estate con il bollino blu

Il bollino blu, che doveva essere temporaneo quest'anno è esteso anche al charter

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Roma – E’ iniziata la terza estate con il bollino blu strumento temporaneo per limitare il ripetersi di controlli sulla stessa barca da parte delle autorità.

Lo strumento istituito con uno degli ultimi decreti del Governo Monti voluto dall’allora Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Corrado Passera, doveva durare una stagione, giusto il tempo di emanare le direttive che avrebbero dovuto coordinare l’azione delle motovedette delle diverse autorità in mare in modo che queste non si sovrapponessero. A distanza di due anni le direttive non sono state scritte e il “Bolino blu” si avvia a essere l’ennesima misura temporanea a lungo termine.

L’UCINA (Confindustria nautica)ci conferma che lo strumento funziona anche se, come aveva già rilevato SolovelaNet con una sua inchiesta l’anno scorso, l’efficacia del mezzo sembra essere a macchia di leopardo e dipende molto dai comandanti delle unità locali.

Il “Bollino blu” di quest’anno sarà leggermente diverso da quello dell’anno scorso, ha fatto sapere il Ministro delle infrastrutture e trasporti Graziano Delrio con una nota.

La novità di quest'anno è che il Bollino Blu riguarderà anche le società di charter

Commento del direttore di SolovelaNet
Il problema del rapporto tra il cittadino e il rappresentante della legge che lo ferma in mare in modo ripetuto e spesso persecutorio, si è ridotto notevolmente, ma rimane. La soluzione però, non si può limitare alla sola riduzione dei controlli in mare che pure bisogna che ci sia perché in alcune zone d’Italia le barche sono ancora fermate con una frequenza non tollerabile, ma deve riguardare il rapporto stesso che intercorre tra i diportista e il tutore dell’ordine.

Nel 2015 non si può accettare di essere fermati in mare ed essere trattati come potenziali delinquenti.

Dimenticare la patente nautica a casa, non avere adempiuto a una delle molteplici richieste dello Stato in fatto di burocrazia, non fa del cittadino un disonesto. Lo si può giudicare distratto, poco ligio alle regole burocratiche, ma non disonesto e non si può accettare che questi venga trattato da chi lo ferma con fare sospetto come se avesse compiuto un reato da codice penale.

Tanto meno è accettabile che un cittadino-diportista sia fermato in mare da chi non ha le competenze per determinare se sia stata commessa o meno un’infrazione al codice della navigazione.

In diversi tribunali competenti per l’esame dei ricorsi dei verbali sanzionatori emessi dagli equipaggi delle motovedette, il numero di annullamenti di questi è talmente elevato da far nascere il sospetto che ci sia una un problema di competenza degli uomini che quei verbali firmano.

Alcuni Corpi negli ultimi anni hanno fatto un grande lavoro per migliorare il modo di porsi nei confronti del diportista, altri ancora non lo hanno fatto e crediamo sia urgente che inizino a farlo.

Maggiore competenza e minore cultura del sospetto devono riportare il diportista a essere considerato un contribuente prezioso che va rispettato e tenuto nella massima considerazione.


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