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Coppa America: il Governo di Auckland offre 100 milioni, Team New Zealand ne chiede 200

Trattativa serrata in corso per l’organizzazione della prossima Coppa America: fumata grigia sulla proposta economica del Governo a Team New Zealand, ma l’accordo si farà

Torqeedo
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L’indiscrezione è stata rivelata dal New Zealand Herald, quotidiano neozelandese ben informato sulle vicende della Coppa America: stando a quanto riporta il giornale il Governo kiwi avrebbe offerto 100 milioni di dollari a Team New Zealand per organizzare la prossima America’s Cup ad Auckland.

La proposta è stata rispedita al mittente con un messaggio: ne servono almeno 200. Quello che sta andando in scena tra il Team e il Governo è un braccio di ferro senza precedenti nella storia della vela neozelandese. Storicamente i due soggetti sono stati sempre alleati, ma la crisi economica causata dal Covid ha fatto cambiare molti scenari.

Difficile capire dove finisca la verità e inizino i giochi delle parti impegnate in questa difficile trattativa. Il tempo però stringe, il 17 giugno è la data entro la quale Team New Zealand dovrà comunicare la propria posizione.

Il defender, da Protocollo, ha tre mesi dopo la fine dell’ultima regata per comunicare le sue intenzioni e il tempo limite per farlo è ormai vicino. Molti rumors dicono che l’accorso si troverà e non saranno necessari i 200 milioni che Grant Dalton & Co hanno chiesto al Governo e le parti arriveranno a un’intesa a metà strada.

Quello che appare ormai sempre più improbabile è che la Coppa venga disputata altrove, in Inghilterra per esempio, un’ipotesi mai veramente presa in considerazione da Team New Zealand che l’ha usata piuttosto per “ricattare” il Governo durante la trattativa per i fondi da stanziare in vista della prossima edizione.

Quando potrebbe disputarsi la Coppa numero 37?


Difficilmente si andrà oltre il 2023, la volontà sembra quella di dare invece maggiore continuità all’evento, che potrebbe disputarsi in futuro con cadenza biennale e con eventi di avvicinamento tra un’edizione e un’altra.

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