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Che succede alla Coppa America? Silenzio preoccupante da Auckland

Più tempo passa e più l’incertezza per la nascita di nuove sfide è grande: Team New Zealand tratta con il Governo e con Ineos

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È trascorso ormai più di un mese dalla fine della Coppa America e il prestigioso trofeo della vela sembra essere stato inghiottito dalla nebbia. Troppo tempo sta trascorrendo senza conoscere quale sarà il futuro della Coppa, dove e quando si disputerà la prossima edizione.

Ai tempi d’oro dell’America’s Cup il defender, il giorno stesso in cui la vinceva, era solito annunciare date e novità dell’edizione successiva. Oggi però la Coppa America è profondamente cambiata e se da una parte sta cercando di uscire dalla crisi che l’ha coinvolta negli anni scorsi, processo avviato con la bellissima edizione appena svolta, dall’altra vede molte nuvole grigie all’orizzonte per gli scenari globali della pandemia che stanno mettendo a dura prova gli sponsor e quindi il futuro dell’evento.

Ad oggi si sa poco sulla prossima edizione della Coppa, se non che ci sono al vaglio del defender, Team New Zealand, e del Challenge of Record, Ineos Team UK, almeno tre soluzioni.
La prima è un “trappolone” che gli inglesi vorrebbero fare ai kiwi: sfidarsi in un 1vs1, senza altri sfidanti, tra un anno nel Solent, in Inghilterra. Grant Dalton e i neozelandesi non ci pensano neanche ad accettare questa proposta, nonostante le promesse economiche inglesi siano allettanti da un punto di vista dell’organizzazione della regata.

A Team New Zealand comunque la proposta inglese fa comodo, perché serve quasi come “sfida” da lanciare al Governo neozelandese: “Se non ci aiutate a organizzare la prossima Coppa, finanziando il team e la logistica, la portiamo in Inghilterra”, questa in sintesi la posizione dei vertici di Team New Zealand nella trattativa con il Governo neozelandese. Un tempo questo era uno dei primi finanziatori del Team e in prima linea per organizzare la Coppa, ma molte cose sono cambiate.

Lo sponsor Emirates quasi certamente non ci sarà più, mentre sarà probabilmente la stessa Ineos a finanziare la selezione sfidanti che per la 36ma edizione era denominata Prada Cup.

Le altre due soluzioni sono quelle più realistiche, dato che prevedono che la Coppa si svolga in Nuova Zelanda nel 2022 o più avanti, con tappe di avvicinamento in giro per il mondo e apertura a tutti i team nuovi che vorranno partecipare.

I kiwi di fatto lavorano a questa soluzione, che è però anche la più complicata per loro da un punto di vista economico.

Chi la spunterà?

Una cosa è certa, una comunicazione su date e protocollo deve essere fatta a breve se davvero si vuole aprire la Coppa America ad altri team oltre quelli già visti in acqua nell’edizione 36.

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