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Lo chiamano il Neozelandese, ed è un ex cervello in fuga

Come nasce un velaio di eccezione

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Palermo - Si parla molto di cervelli in fuga, noi ne abbiamo scovato uno nel mondo della vela. E’ una storia a lieto fine con il cervello che rientra all’ovile.

Parliamo di Dario Motta, 32 anni, detto il Neozelandese e poi vedremo perché. Dario è l’ultimo acquisto della Doyle Italia che ha messo su una squadra di velisti di livello internazionale quali Max Sirena, skipper di Luna Rossa e socio della veleria, Checco Bruni, anche lui in Luna Rossa, e suo fratello Marco insieme a Salvo d’Amico. Molti di loro hanno dovuto montare qualche mensola in più in salotto per ospitare le coppe vinte ovunque nel mondo.

Dario è uno dei pochi velai italiani ad avere un master conseguito in quella che è considerata la migliore università del mondo per quello che riguarda le vele, la University of Auckland Yacht Research Unit, conseguendo qui il dottorato in aerodinamica delle vele.

Dario è arrivato in Nuova Zelanda dopo aver conseguito la laurea triennale in ingegneria navale all’università di Genova. Veloce, intelligente e sensibile ai diversi modi di interpretare una vela, dopo il master ha subito trovato lavoro in Nuova Zelanda presso una grande veleria locale trasformandosi così in un cervello in fuga.

In Nuova Zelanda ha passato otto anni in cui ha avuto la possibilità di fare molte esperienze dalle piccole barche sino ai superyacht che per un velaio sono sempre delle sfide molto stimolanti per le richieste molto specifiche che gli armatori di queste barche fanno.

Alla porta di Dario hanno bussato in molti, molte velerie lo avrebbero voluto con loro, ma lasciare la Nuova Zelanda, dove i ragazzi mangiano pane e vela, non se ne parlava. Poi è arrivato Marco Bruni, uno dei soci della Doyle Italia che Dario conosceva perché da ragazzi, quando Marco era un affermato allenatore di Optimist, frequentavano gli stessi circoli velici. Marco per Doyle Italia da sempre cerca di catturare le migliori professionalità disponibili nel settore delle vele e non si poteva far scappare uno come Dario. La sua offerta convince quello che ormai, dopo tanti anni in Nuova Zelanda, è conosciuto come il Neozelandese. Il piacere di tornare a parlare italiano e quello di lavorare in Sicilia in una delle velerie che stanno crescendo più velocemente sfidando i marchi più blasonati lo hanno convinto.

Dario torna in Sicilia e diventa un ex cervello in fuga. Per una volta vinciamo noi, vince la Sicilia e l’Italia intera.