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Il Canale di Suez è ancora bloccato: si rischia il disastro economico

La Ever Given è ancora incastrata nel Canale di Suez che è ancora bloccato, si stimano in 10 miliardi di dollari al giorno le perdite per le varie compagnie che lavorano nel trasporto marittimo

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Non arrivano buone notizie dal Canale di Suez, dove continua a non sbloccarsi la situazione della nave porta container Ever Given, ancora incastrata, che si protrae ormai da tre giorni. Sul posto è intervenuta anche la compagnia olandese Baskalis, che aveva già lavorato al recupero della Costa Concordia al Giglio. Sono ore di grande tensione, perché di fatto il traffico è bloccato, la navigazione interdetta, la via che dal mar Rosso porta al Mediterraneo, e viceversa, è bloccata e paralizza il traffico verso l’Europa, con ritardi a catena di consegne delle merci su tutti i mercati. Anche perché le prime dichiarazioni dei tecnici della Baskalis non sono affatto incoraggianti: ci vorranno giorni, forse settimane per riuscire a spostare la nave.



La Ever Given è lunga 400m, larga 59m, con una stazza lorda di 219.079 GT e può trasportare 20.388 containers; bastano questi numeri per capire quanto possa essere complessa la situazione. E fa una certa impressione vedere la foto di un piccolo escavatore che cerca di rimuovere la sabbia sotto la prua dell’enorme nave, il che fa capire come in zona non ci fossero comunque dei mezzi adeguati pronti per potere intervenire. Del resto si tratta di un evento eccezionale e poco fortunato, al quale era difficile essere preparati.

La preoccupazione adesso riguarda le perdite economiche nette causate dal blocco del canale di Suez, calcolate in circa 10 miliardi di dollari al giorno. Da Suez passa il 10% del traffico di merci mondiali, e buona parte di quello che dall’Oriente via mare arriva in Mediterraneo.

Se la situazione non si sblocca a breve si rischia un vero e proprio disastro finanziario per molte compagnie.


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