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Il Crimea e il Caucaso, gli yacht di Breznev

Il dittatore russo Breznev amava vivere nel lusso. Lo yachting era una delle sue attività preferite e fu così che ordinò la costruzione del Crimea e del Caucaso

Pardo
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Mosca – Quando il 10 novembre del 1982, Leoníd Il'íč Bréžnev, muore, si chiude un’epoca particolarmente buia per i sovietici, un’epoca iniziata diversi secoli prima.

Con la morte del dittatore si segna anche la fine di due yacht, il Crimea e il Caucaso, che dall’essere utilizzati come yacht di lusso dove accogliere i capi di Stato, saranno convertite a usi militari.

Le due imbarcazioni lunghe 45 metri e larghe 9, costruite nel 1975 nei cantieri Severnaya Verf, erano gemelle, perfettamente uguali in ogni particolare.

Le navi, fatte costruire dallo stesso Breznev, venivano usate dal dittatore sia per suo piacere personale, sia per fare politica estera.

A bordo del Crimea e del Caucaso furono invitati molti dei grandi della terra. In piena guerra fredda salì a bordo di uno dei due yacht il grande nemico, il presidente degli Stati Uniti che al tempo era Richard Nixon. Anche Willy Brand, all’epoca cancelliere della Germania fu ospite di Breznev, come il dittatore rumeno Ceausescu, Henry Kissenger e anche Fidel Castro.

Breznev amava tenere le due barche in Crimea dove amava trascorrere molto tempo tra feste e incontri politici. Breznev aveva creato intorno a se una corte di amici e parenti che dovevano le loro posizioni e la loro ricchezza alla capacità di compiacere il capo.

Il Crimea e il Caucaso erano sotto il diretto controllo del KGB e tutti gli uomini dell’equipaggio appartenevano al servizio segreto sovietico.

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