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Meno 90% in tre anni

Il mercato interno della nautica scende in picchiata a -90% dal 2009, la vela meglio del motore, in un primo momento

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Rimini - Nel weekend passato, si sono tenuti a Rimini gli stati generali dell'industria nautica Italiana. Il quadro che ne esce è desolante. In tre anni il settore ha perso, nel mercato interno, oltre il 90%. Oggi esiste meno del 10% di quello che era il mercato del 2008. Sentimento comune è che tale disastro, che come conseguenza ha portato decine di migliaia di disoccupati e la perdita di marchi prestigiosi che rappresentavano il made in Italy all'estero come ambasciatori del nostro saper realizzare il bello, sia stato provocato in buona parte, non tanto dalla crisi che pure è pesante, tanto quanto dall'atteggiamento persecutorio del fisco che ha voluto criminalizzare il settore.

Il fatturato della nautica è passato dagli oltre 6,2 miliardi del 2009 agli attuali 3,3 miliardi, dato che non deve trarre in inganno, perchè frutto di un 80% di esportazioni. Il mercato interno langue a cifre molto più contenute. Quindi, nell'insieme, il settore sopravvive, ma in Italia il mercato è scomparso.

Nel primo periodo della crisi il comparto vela ha avuto un andamento migliore spinto dalla forte motivazione all'acquisto propria di questo settore, dove la passione gioca un ruolo centrale e da una minore attenzione del fisco, ma poi, con il passare dei mesi e degli anni di crisi, anche la curva della crescita di questo comparto è scesa in picchiata e quella del fisco, salita.