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giovedì 26 novembre 2020

Il naufragio dell’Astrid

Kete Spencer racconta a sailworld.com come è riuscita a salvarsi dal naufragio dell'Astrid

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Kinsale (Irlanda) – Katie Spencer, che frequenta il liceo di Plymouth, è una dei tre ragazzi inglesi che sono stati coinvolti nel naufragio mercoledì scorso della Tall-Ship Astrid, un veliero in acciaio del 1928, battente bandiera olandese. Naufragio avvenuto davanti alle coste della contea di Cork in Irlanda mentre la nave cercava di entrare nel porto di Kinsale.

Katie, che ha 15 anni, al suo ritorno a Gatwick, in Inghilterra, ha raccontato come si è salvata.
La ragazza aveva risposto a un annuncio sul giornale locale dove si sponsorizzava un corso di vela pagato dalla Comunità Europea. A rispondere all’appello erano stati ragazzi di diversi paesi tra i quali Katie.
Il corso si teneva a bordo di una nave a vela olandese del 1918, l’Astrid.

“Eravamo andati a dormire sotto coperta - racconta Katie - quando abbiamo sentito il motore spegnersi. Abbiamo pensato che fosse una cosa prevista e non ci siamo preoccupati, ma dopo poco sono arrivati dei membri dell’equipaggio che ci hanno gridato – Get up! Get up! (Alzatevi! Alzatevi!). Ci hanno fatto mettere i giubbotti salvagente e ci hanno detto di andare sul ponte. Arrivati in coperta abbiamo visto la nave che si avvicinava alla scogliera. Abbiamo ammainato una vela. Poi ci è stato detto di andare a poppa. Mi sono sorpresa di essere rimasta così calma. Tutti sapevano cosa dovevano fare, ci avevano addestrato all’inizio del corso spiegandoci quali erano le cose da fare in casi come quello, quindi nessuno si è fatto prendere dal panico.”

Il comandante della nave, come ha sentito che il motore aveva dei problemi non ha esitato e capito che con quel vento la nave, senza un propulsore, sarebbe andata a scogli, ha chiamato la RNLI.

Dal porto di Kinsale sono subito partiti i soccorsi. Quando la RNLI è arrivata insieme a un’altra unità, hanno dovuto constatare che i loro motori non avevano la forza di trainare l’Astrid lontano dalle rocce e non è rimasto che caricare a bordo l’equipaggio e portarlo a terra.

“A nessuno – continua Katie – è stato permesso di scendere di nuovo sottocoperta a prendere le proprie cose, così sono arrivata a terra con solo i pantaloncini bagnati che avevo sulla nave. Fortunatamente gli abitanti di Kinsale si sono subito dati fare e ci hanno regalato degli abiti usati.”

Il comandate della motovedetta delle RNLI ha detto, uno volta tornato a Kinsale, che il comandante e l’equipaggio dell’Astrid dovrebbero essere fieri di come si sono comportati, hanno fatto tutto ciò che andava fatto.

Fonte www.sailworld.com