domenica 27 novembre 2022
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The Ocean Race: entro il 2030 parità tra donne e uomini negli equipaggi

La The Ocean Race, regata pioniera per l’inclusione femminile, vuole abbattere il muro culturale e tecnico che discrimina le donne nella vela

The Ocean Race: entro il 2030 parità tra donne e uomini negli equipaggi
The Ocean Race: entro il 2030 parità tra donne e uomini negli equipaggi

La The Ocean Race, il giro del mondo in equipaggio che prenderà il via il 15 gennaio 2023 da Alicante, e arriverà a Genova al termine di 9 tappe intorno al mondo, ha reso noto un importante impegno per il futuro della regata: il progetto Horizon.

L’organizzazione, in collaborazione con The Magenta Project, World Sailing Trust e PA Consulting, fondazioni che si occupano di inclusività nel mondo della vela, ha intenzione nel giro di 3 edizioni di raggiungere la parità negli equipaggi, 50% uomini e 50% donne.

Come noto, a un certo livello di vela professionale spesso esiste una reale preclusione delle donne negli equipaggi. Pur essendo la The Ocean Race, ex Withbread e Volvo Ocean Race, una delle regate che più ha favorito storicamente l’ingresso delle ragazze, il dato resta ed è inconfutabile.

Basti pensare per esempio alla Coppa America, dove a bordo le donne si sono viste solo sporadiche volte nella storia del Trofeo.

Il documento “Strategic Review 2019” del World Sailing Trust sulle donne nella vela, ha rivelato che l'80% delle donne e il 56% degli uomini pensano che la parità di genere sia un problema nella vela.

Il 59% delle donne, rispetto al 14% degli uomini, ha dichiarato di aver subito discriminazioni di genere. C’è senza dubbio un pregiudizio culturale su questo tema, che vede le donne come discriminate soprattutto nel mondo della vela professionistica.

La ragione di questa situazione però è anche di natura tecnica: ci sono imbarcazioni con cui si svolgono alcune manifestazioni veliche pensate per essere condotte da atleti che devono avere un determinato peso e certe caratteristiche fisiche che non si conciliano con l’inserimento a bordo di donne.

Non solo quindi vanno superati i retaggi culturali, ma anche le barriere che attualmente su alcune barche non favoriscono la presenza femminile.

The Ocean Race con l’inserimento dei nuovi Imoca ha senza dubbio fatto un passo avanti. Barche di dimensione un po’ più piccole, che hanno ormai sistemi di ottimizzazione delle manovre particolarmente avanzati che fanno pesare molto meno rispetto che in passato le differenze di peso e fisiche.

In definitiva barche più inclusive, pur restando assolutamente dei mezzi da corsa pensati per performance di altissimo livello.

Non è un caso che tra i punti del documento lanciato da The Ocean Race uno riguardi anche un gruppo di lavoro sull'equality design, composto da progettisti di barche, produttori, specialisti tecnici e velisti.

Un progetto ambizioso quello di Horizon e della The Ocean Race, che dovrà affrontare barriere culturali e tecniche, ma che è ormai indispensabile per definire il movimento velico come realmente moderno e inclusivo.

© Riproduzione riservata

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