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Oceanis 40.1, il video con la presentazione della barca

SVN Solovelanet, appena finito il salone di Genova, mette in linea il video con la prima delle anteprime del salone dedicata all’Oceanis 40.1

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Genova – Il salone si è chiuso martedì scorso e oggi viene trasmesso il primo video della serie ‘Anteprime di Genova 2020’ dedicata alle barche più interessanti da noi visitate in questa edizione del Nautico.

In questo video vi mostriamo l’Oceanis 40.1, l’ultimo modello della Beneteau, una barca dove prevale il gusto italiano e in cui le barche a vela tornano ad essere barche a vela.

L’Oceanis 40.1 abbandona la presenza del roll-bar e al suo posto compaiono tutta una serie di particolari che fanno pensare che siamo tornati a pensare anche alle performance della barca e non solo alla comodità interna.

La prima cosa che si nota è il boma più basso di quello che eravamo abituati a vedere, caratteristica che permette di lavorare alla randa con maggiore comodità. Qui la trozza si trova a poco più di un metro dalla tuga e non più al metro e ottanta se non di più che raggiungeva quella dell’Oceanis 41.1, il modello sostituito da questa barca.

Il boma basso significa inoltre maggiore superficie velica, in effetti la randa è circa il 5% più grande di quella del 41.1, ma significa anche centro velico più basso, quindi barca più bilanciata e con una minore tendenza a sbandare.

Altre particolarità che si notano in coperta sono la mancanza della calandra che copre i rinvii che scendono dall’albero, questi sul 40.1 sono a cielo aperto. La mancanza della calandra porta un risparmio di ore di manodopera e di materiale per il cantiere, ma anche un risparmio di peso per la barca.

Nel tentativo poi di tenere completamente sgombri i passavanti, la cimetta di richiamo dell’avvolgifiocco corre sulla tuga sino al winch di sinistra che serve i rinvii.

Il modello da noi visitato esposto al Nautico di Genova, oltre ad avere la rotaia del fiocco autovirante, aveva le rotaie del genoa con i carrelli in tuga e non sui passavanti, altro elemento che indica la volontà di creare una barca performante e molto veloce. Le rotaie in tuga permettono di stringere meglio la bolina.

Lo scafo mostra lo spigolo pronunciato, tipico di questa generazione di barche, che ha la funzione di allargare la parte bassa della barca in modo da poter sfruttare meglio i volumi, artifizio che, in modi diversi, stanno usando tutti i cantieri.

Il pozzetto dell’Oceanis 40.1 è molto grande e le due panche hanno una profondità della seduta insolita rendendole particolarmente comode anche con la cuscineria con lo schienale. La loro forma a L le rende avvolgenti intorno al tavolo che è lo stesso che montava l’Oceanis 41.1.

Il tavolo, nel modello che abbiamo visto a Genova, fa parte della versione luxury e può contenere la zattera autogonfiabile, una buona posizione perché da qui può essere trascinata in acqua senza grandi sforzi.

La plancetta ha un sistema di apertura molto semplice ed è leggermente più grande di quella del modello precedente. Questa quando è chiusa supera il bordo del piano del calpestio del pozzetto creando così una protezione per l’equipaggio che arretrando verso la poppa troverà la parte terminale dello specchio di poppa a impedire la caduta accidentale.

Gli interni, disegnati da Nauta Design, sono particolarmente belli e la barca sorprende per i volumi che offre al visitatore.

Il modello presentato nel video è la versione a tre cabine e un bagno a poppa con la cabina di prua davvero molto grande. Nella versione a tre cabine e due bagni la cabina di prua accoglie anche un bagno e si restringe, ma le sue misure rimangono comunque ragguardevoli.

La prua studiata da Marc Lomabrd, il progettista delle linee d’acqua della barca, sfrutta a pieno lo spigolo dello scafo e guadagna molte decine di centimetri in larghezza mantenendo un baglio massimo pari a quello del modello precedente.