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martedì 24 novembre 2020

La Golden Globe Race perde pezzi

La regata commemorativa del primo giro del mondo per solitari vittima di se stessa

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Roma – Un amareggiato Patrick Phelipon, un solitario molto noto in Francia che vive da molti anni in Italia e che due anni fa si era iscritto alla Golden Globe Race, la regata che partirà il 1°luglio da Les Sables-d’Olonne per fare il giro del mondo in solitario con barche e tecnologie in uso più di trent’anni fa, a inizio settimana ha annunciato di ritirarsi dalla regata.

La Golden Globe che partirà a Luglio vuole commemorare l’edizione del 1968 che fu la prima competizione a fare il giro del mondo e che fu vinta da Robin Knox Johnston.

Patrick era da due anni che si stava preparando alla regata e anche in questo momento si trova a Roma nei cantieri di rimessaggio della Comar per terminare i lavori sulla sua barca, un 35 piedi acquistato appositamente per fare la regata.

A qualche giorno di distanza dal suo ritiro il navigatore ha pubblicato una spiegazione sulla sua pagina Facebook per questo atto che mette in discussione uno degli eventi più attesi del 2018.

Patrick spiega la rigidità del creatore della regata, Don Macintyre, e la sua incapacità di capire che la Golden Globe Race deve sì commemorare la regata del 68 e si è scelto di farlo con le tecnologie dell’epoca, ma all’atto pratico ci sono alcune cose che necessariamente vanno adeguate semplicemente perché il mondo non è più lo stesso di quello di 40 anni fa.

Oggi il traffico mercantile è quasi triplicato in confronto a quello della fine degli anni 60, le navi viaggiano a oltre venti nodi, quando una volta viaggiavano intorno ai 15 nodi, dire no al sistema AIS, significa mettere realmente in pericolo la vita degli skipper, tanto è vero che la Golden Globe è dovuta passare da Race a Record perché la federazione francese non ha dato il permesso di correrla proprio per questioni di sicurezza.

Oltre a questo ci sono molte altre cose che stanno uccidendo un’idea bellissima che Patrick racconta nel suo post che vi rimettiamo qui di seguito.

Dalla pagina Facebook di Patrick Phelipon
‘Quando ho deciso di iscrivermi alla Golden Globe Race avevo l’idea che avrei partecipato ad una vera competizione e ne ero entusiasta in quanto faceva parte del mio DNA . L’altra motivazione era quella di potere ritrovare un ritmo di vita piu legato a quello della natura in vece di quello che ci viene imposto dal mondo in cui viviamo.

Durante questi 2 anni di preparazione per la Golden Globe Race, la mia visione ed il mio approccio a questa avventura sono cambiati. Sono cambiati in parte a causa dell’evoluzione dell’evento con tutti cambiamenti avvenuti fino ad ora.

Ho cominciato a disapprovare, dentro di me, diversi punti delle regole e dell’impostazione dati dal organizzatore Don Macintyre , argomenti come :
– L’impossibilità di potere comunicare liberamente con i nostri corrispondenti a terra con il telefono satellitare, dovendo usare esclusivamente la radio SSB cosa che risulta oggi complicato non essendo ci piu i servizi nazionali di una volta.

– Il fatto di non potere trasmettere foto e video ad intervalli ravvicinati visto che dobbiamo lasciarli in 3 punti lungo il nostro tragitto e che la parte video ci verrà restituita soltanto 1 mese dopo la premiazione ossia fine maggio 2019.

– Questi 2 punti si sono rivelati “ una zappata nei piedi” per trovare sponsors o aiuti sia per i concorrenti che per l’organizzazione.

– Non possiamo avere un “vero” AIS che ci permetta di monitorare quanto si trova attorno a noi, cosa che, al giorno di oggi, con una flotta di navi e pescherecci nettamente superiore a quella del 68 diventa molto pericoloso.

– Il punto che riguarda l’ascolto della musica, mi dirette è un argomento futile, che deve essere soltanto con musicassette senza la possibilità di avere musica digitale lo trovo abbastanza ridicolo e sicuramente non influente nello spirito di commemorazione della 1° edizione.

– Per un Si o per un No il rischio di essere soggetto ad una multa ( anche consistente ) per motivi anche non dipendenti dalla nostra volontà.

– Tutta la burocrazia che sta crescendo con l’avanzare del tempo.

– Altre punti che non sto ad elencare assieme a quello che ci chiede di accettare definitivamente il Bando di Regata nel quale GGR diventa Golden Globe Record e non più Race in seguito al non riconoscimento da parte della FFV. Il che significa che si partirà per battere il tempo di Robin Knox Johnston ossia gloria per quello chi mette il minore tempo e per gli altri l’indifferenza visto che non potrà essere stillata una classifica non essendo una regata riconosciuta… Potrebbe avere come conseguenze più rischi per gli skipper che cercheranno di essere il vincitore.

In base a tutto questo ho preso la decisione, oggi 28 Febbraio, giorno in cui Bernard Moitessier abbandonò la Golden Globe Race continuando la sua navigazione, di ritirarmi dalla Golden Globe Record e, partendo il 22 Agosto da La Rochelle, di navigare nella scia di Joshua percorrendo la Lunga Rotta di Moitessier fino al suo punto di arrivo a Tahiti ossia dopo 1 ½ giro del mondo.

Voglio comunque ringraziare Don Macintyre per tutto l’impegno che mette nell’organizzare al meglio questo Evento ed augurare a tutta la sua équipe tutto il meglio ed a tutti gli Skipper faccio tanti auguri e gli dico : sail safe Girl and Guys…

PATRICK PHELIPON