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domenica 29 novembre 2020

Nel Garda a -276 metri è stata ritrovata Anatra

Era 60 anni che la cercavano, prima gli americani, poi gli italiani, e ora, finalmente, il mezzo anfibio conosciuto come “l’Anatra” è stato individuato

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Torbole, Trento – La notte del 30 aprile del 1945, il lago di Garda fu investito da un forte temporale con raffiche di vento oltre i 30 nodi. Il fenomeno meteorologico investì un Dukw, un autocarro anfibio da due tonnellate di stazza, familiarmente chiamato 'Anatra', in servizio presso la decima divisione di montagna dell’esercito degli Stati Uniti.

L’anfibio aveva il compito di trasportare da una parte all’altra del lago munizioni e viveri per i soldati. A bordo c’erano 25 ragazzi tra i 18 e i 25 anni. Quando il vento e le onde rovesciarono il mezzo sul quale si trovavano, morirono tutti, tranne uno, Thomas Hough che, aggrappato a un relitto, riuscì a raggiungere la costa.

Carlo Bombardelli, che all’epoca era appena un ragazzo, quella notte, come altri abitanti della zona, aveva sentito le urla disperate dei ragazzi che stavano annegando al centro del lago e non poté fare nulla. Il giorno dopo riportò quello che aveva sentito agli americani, disse: «Cercateli fuori dalla foce del Sarca, a largo di Torbole (Trento)», ma non lo ascoltarono, tutti erano convinti che il Dukw stesse navigando sotto costa, quando, invece, il mezzo, per evitare le bombe tedesche, era al centro del lago.

L’indicazione di Bombardelli è stata confermata il 14 dicembre scorso, quando un sonar dei “Volantari del Garda”, impegnati nell’ennesima missione di ricerca e recupero dell’anfibio ha individuato il mezzo al centro del lago a 276 metri di profondità.

Le immagini di una telecamera inviata a ispezionare il sito ha rilevato il relitto. Le autorità statunitensi alle quale compete il recupero del mezzo, sono state avvertite. In questi giorni i “volontari del Garda” che sempre nell’ambito delle ricerche dell’Anatra, qualche anno fa, casualmente, trovarono il relitto della cannoniera della Marina del Regno di Sardegna affondata in queste acque nel 1860, si apprestano a inviare in profondità un robot dotato di un'altra telecamera, per investigare sulla possibilità di trovare i resti dei 24 marinai morti quella notte.