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lunedì 23 novembre 2020

E' pronto il simulatore di tsunami per il Mediterraneo

L'Università di Bologna ha realizzato un modello per calcolare gli effetti degli tsunami nel Mediterraneo

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Bologna - Per quanto nel Mediterraneo gli tsunami siano più rari che in oceano, il pericolo esiste e lo testimoniano i due grandi tsunami di cui si ha conoscenza e che fecero molte vittime: lo tsunami di Creta nel 365 d.C. che mise sott'acqua molte città con migliaia di morti e quello di Messina, sopraggiunto in seguito a un terremoto di magnitudo 7 e che arrivò quando la popolazione si era rifugiata sulle spiagge, uccidendo con onde alte 10 metri chi era sopravvissuto al terremoto.

Il modello preparato dal team del professore Ahilleas Samaras è in grado di determinare quali saranno le conseguenze dei terremoti sottomarini individuando le aree dove gli effetti di un tsunami sarebbero più devastanti.

Al momento si sono individuate due zone ad alto rischio, quelle già colpite dagli tsunami prima descritti, l'Isola di Creta dove uno tsunami avverrebbe conseguenze disastrose su di un area di 3,5 chilometri quadrati densamente popolata e la Sicilia dove sarebbero spazzate via diversi centri abitati nella fascia dei 5 metri di dislivello dal mare.