
Una missione che ha permesso il censimento di 72 organismi, con oltre 14 mila ore di immersione e più di 17 mila schede raccolte. Secondo gli studiosi a mettere a repentaglio queste due specie, agli estremi della catena alimentare, ci sarebbero l'antropizzazione e i cambiamenti climatici.
“Nell'osservazione dei coralli – ha evidenziato Rosalba Giugno, presidente di Marevivo – abbiamo notato come nelle zone in cui sorgono i grandi alberghi la biodiversità marina è in grave pericolo, mentre raggiunge punte di eccellenza nelle aree marine.
Questo è un problema, perchè se il corallo non vive bene, neanche gli altri animali associati riescono a farlo”. Per quanto riguarda gli squali, invece, le acque del Mar Rosso sono ricche di esemplari, soprattutto della specie martello, però minacciata dal finning, una pratica di taglio della pinna dorsale molto praticata da imbarcazioni di provenienza orientale, luogo in cui si consuma la zuppa a base di pinna di squalo.
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