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giovedì 26 novembre 2020

Tolleranza zero per i giapponesi

I pirati verdi sentono il sapore della vittoria e intensificano la battaglia per salvare i grandi cetacei dalle baleniere giapponesi

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Sidney - Nonostante l’Interpool lo ricerchi in tutto il mondo, Paul Watson, il capo degli Sea Shepherd, è perfettamente attivo e lo dimostra dichiarando l’inizio della campagna a tolleranza zero contro le baleniere giapponesi.

L’obiettivo di quest’anno, dopo aver costretto l’anno scorso la flotta giapponese a rinunciare alla stagione di pesca dopo appena qualche settimana, è quello di non permettere la cattura di una sola balena. Per questo la flotta Sea Shepherd, affronterà i Giapponesi nel Pacifico Settentrionale ostacolando la loro discesa sino all’Oceano Antartico.

Le nave ammiraglia dei pirati verdi, la Steve Irwin, è partita ieri da Melbourne per raggiungere le altre tre unità della flotta tra cui anche la Brigitte Bardot con a bordo 8 gommoni, 1 elicottero, 3 droni e 100 attivisti.

Negli ultimi anni i successi dei Sea Shepherd sono sempre più evidenti e oggi per la flotta giapponese i pirati verdi sono un vero e proprio incubo. Dal canto loro i pirati sentono che la vittoria totale è vicina e vogliono infliggere il colpo mortale alla già traballante flotta giapponese, per la quale, con gli Shepherd di mezzo, la caccia alla balena è diventata antieconomica.

Gli Shepherd, portano avanti le loro azioni in modo non violento. Con gommoni, elicotteri e altri mezzi cercano di ostacolare l’attività delle baleniere. Con le loro navi navigano così vicino alle navi giapponesi che queste non possono manovrare per compiere le manovre necessarie alla pesca. I giapponesi di contro cercano di liberarsi dei pirati con azioni che a volte sconfinano nel tentato omicidio vero e proprio.

Nel 2010, i giapponesi hanno speronato e affondato nell’Oceano antartico un trimarano dei Pirati e qualche giorno dopo sono tornati alla carica speronando un'altra nave della flotta.