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lunedì 23 novembre 2020

A un anno di distanza riprendo le ricerche del sottomarino San Juan

Una nave specializzata riprende le ricerche del sommergibile argentino con 44 persone a bordo

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Atlantico meridionale – Era il 15 novembre quando il comando della Marina Militare argentina capì che qualche cosa non andava a bordo del San Juan un sommergibile convenzionale con 44 membri di equipaggio.

Probabilmente la causa dell’incidente è stata un’infiltrazione d’acqua alla quale è seguita un esplosione nella sala batterie.

Per cercare il San Juan furono messe in campo forze enormi. Oltre 4.000 persone di diversi paesi furono coinvolte. Decine di navi ed elicotteri perlustrarono l’Atlantico per cinque giorni, in una spasmodica corsa contro il tempo, quando poi, a bordo, si calcolò, l’ossigeno era irrimediabilmente finito, si mise fine alla ricerca.

Oggi a distanza di un anno l’Argentina vuole ancora sapere cosa è accaduto e ha ingaggiato la Seabed Constructor, la stessa nave che ha cercato i resti del volo della Malaysia Airlines MH370 precipitato l’8 marzo del 2014.

La Seabed Constructor può effettuare ricerche sino a 6.000 metri di profondità, il che significa nella maggior parte dei mari del mondo.

Se si riuscirà a rintracciare il San Juan e riportare a galla lo scafo con i suoi 44 marinai che a quel punto avranno una degna sepoltura, la nave avrà un premio di 7,5 milioni di dollari.