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Team New Zealand e Ineos: sarà una sfida a due la prossima Coppa America?

I rumors su una possibile Coppa America a due tra Team New Zealand e Ineos proseguono, e Luna Rossa osserva preoccupata

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Non si placano i rumors circa la notizia di una sfida a due tra Team New Zealand e Ineos da disputarsi in Inghilterra fra un anno, ma cosa c’è di vero? La possibilità che vada in scena una Coppa America a due non è da escludere in via assoluta.

Lo ha detto lo stesso Grant Dalton, che con Matteo De Nora è a capo di Team New Zealand, “ci sono varie opzioni sul tavolo, c’è anche questa”. Ma perché i neozelandesi si stanno facendo ammaliare dalle sirene di Ben Ainslie e del suo potentissimo sponsor Ineos, rappresentato da Sir Jim Ratcliffe? Il motivo potrebbe non essere banale.

Team New Zealand nonostante la vittoria della Coppa America non si trova in una situazione economica rosea. Il Governo ha finanziato il team meno che in passato e non è chiaro che intenzioni abbia per il futuro, lo sponsor Emirates sembra sul punto di uscire di scena, e ovviamente si teme sempre lo spauracchio della “campagna acquisti” di progettisti, tecnici o velisti da parte di altri facoltosi team che potrebbero arrivare sulla scena della Coppa nelle prossime settimane.

Dalton è per questo motivo molto preoccupato, tanto che nel comunicato diffuso a proposito della sfida inglese per la 37ma Coppa, i neozelandesi si sono preoccupati di sottolineare che il prossimo Protocollo conterrà delle regole più stringenti sulla nazionalità a bordo. Si vuole scongiurare in pratica l’effetto Alinghi che dopo la Coppa del 2000 mise sotto contratto tutte le stelle kiwi.

“Devo occuparmi anche del welfare del team” ha raccontato ai media neozelandesi Grant Dalton, ciò significa che se arriva qualcuno che offre molti soldi per portare la Coppa fuori dalla Nuova Zelanda, per disputarla in Inghilterra o negli Emirati, e magari dando qualche spinta economica anche al defender, i neozelandesi si siederebbero subito a un tavolo per discuterne.

Potrebbe però trattarsi anche di una strategia di Dalton per mettere pressione al Governo neozelandese, una sorta di ricatto silenzioso che dice: o ci rifinanziate, sia il team che l’organizzazione dell’evento, o noi portiamo la Coppa America fuori dalla Nuova Zelanda.

Non a caso la premier Jacinda Arden si è affrettata a fare visita alla base di Team New Zealand subito dopo la Coppa, con tanto di foto ricordo con tutta la squadra sotto la barca, scattata per altro da Carlo Borlenghi.

Ineos da parte sua ha lanciato la mela di un match a due nel Solent, dove tutto ebbe inizio 170 anni fa, da disputare tra un anno. Un’idea che ovviamente non piace a nessuno all’infuori di Ben Ainslie e dei kiwi che lo farebbero solo per spirito di sopravvivenza del team.

Pare che Ineos sarebbe disposto a finanziare totalmente l’evento e a dare anche una spintarella ai kiwi per metterli in condizione di presentarsi in Inghilterra per mettere in palio la Coppa.

Legalmente è difficile per altri sfidanti come Luna Rossa impedire uno scenario simile, dato che esistono già precedenti di match a due nella storia del Trofeo, l’ultimo nel 2010 tra Oracle e Alinghi.

L’America’s Cup stessa per parte della sua storia si è basata sui match a due, poi nell’era moderna è diventata una competizione aperta a più sfidanti. Questo per dire che sarebbe difficile da parte di Luna Rossa fermare un progetto simile se andasse in porto l’accordo. E in Italia molti sperano che Jacinda Arden metta mano al portafoglio per tenere la Coppa in Nuova Zelanda, per riprovarci ancora fra 3 anni.


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