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Caso Duvetica: ecco le nuove classifiche

Gli armatori di Blue Sky e Bewild restituiscono all’UVAI il trofeo di Vice-Campione Italiano

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Roma - Non si placano le polemiche sul Campionato Italiano di Vela d'Altura (il vincitore in gruppo A, l’imbarcazione Duvetica, ha corso con un certificato di stazza gravato di errori sostanziali, in fondo i rimandi alle altre notizie sul caso), e con un gesto eclatante è Renzo Grottesi, armatore dello Swan 42 che è arrivato secondo in categoria Regata, ad alimentarne il fuoco.

“Come armatore dell’imbarcazione Bewild, mi sento in dovere di restituire il trofeo di vice-campione italiano vinto nella categoria Regata”. Queste le parole indirizzate al presidente dell’UVAI che raccontano la delusione riguardo i risultati del Campionato Italiano.

Grottesi, che accusa di non aver ricevuto nessun chiarimento sui risultati “reali" dell’evento, richiama tutti all’etica sportiva e alla morale, valori che valgono più di qualsiasi risultato agonistico.

Gli fa eco Claudio Terrieri, armatore del Grand Soleil Blue Sky secondo classificato in categoria Crociera, il quale scrive che non tarderà a recapitare ”il trofeo indebitamente ricevuto presso la Segreteria del Club Vela di Civitanova”. 

Tale disappunto deriva principalmente dai risultati che emergono nella classifica, ricalcolata con i dati del certificato di stazza di Duvetica (quello senza l’errore di cui si può ottenere copia dal sito dell’ORC), commissionata da Terrieri a un esperto del settore. Secondo questa simulazione, che ovviamente non ha nulla di ufficiale, sia Bewild che Blue Sky sarebbero rispettivamente i campioni italiani nella categoria Regata e nella categoria Crociera. Duvetica, l’Arya 415 ufficialmente campione italiano della categoria Crociera, andrebbe a finire in seconda posizione.

Terrieri, che nei giorni scorsi aveva inoltrato formale richiesta di riparazione alla Federazione Italiana Vela e dalla quale non ha ancora ricevuto risposta, rimarca un alone d’incertezza generato da tali accadimenti, con la conseguenza di portare gli armatori a dubitare della formula e delle figure istituzionali che la gestiscono. Rivolgendosi al responsabile Vela d’Altura della FIV, Fabrizio Gagliardi, e al presidente dell’UVAI, Francesco Siculiana, Terrieri fa presente che “tutto è stato lasciato nella più assoluta incertezza senza dare riscontri ufficiali a valle dell'errore commesso”.

Il “caso Duvetica”, com’era certo che accadesse, ha suscitato anche la reazione negativa dell’armatore del TP52 Hurakan, ufficialmente il Campione Italiano nella categoria Regata. Marco Serafini, raggiunto telefonicamente, esprime il proprio rammarico nei confronti del sistema. “Gli armatori spendono soldi, ci mettono impegno e passione e vogliono che tutto funzioni al meglio. Questo genere di episodi fa passare la voglia di partecipare alle regate ORC”.

Serafini ricorda, durante il campionato, di aver manifestato diverse volte ai tecnici federali le proprie perplessità in merito ai risultati di Duvetica, ma senza particolare riscontro da parte di chi avrebbe dovuto effettuare controlli più dettagliati. “Ad oggi il dispiacere maggiore - racconta Serafini - è che un campionato organizzato egregiamente dal Club Vela Portocivitanova sia stato rovinato da una malagestione del sistema.”

Per gli armatori e gli atleti il risultato sportivo alla fine di ogni regata è un dato fondamentale: fa comprendere loro il proprio valore e quello degli avversari, fa capire se si è regatato bene o male e indica importanti parametri su come migliorare per il futuro.

Il “caso Duvetica” sta coinvolgendo gli addetti ai lavori e l’intero mondo velico, curiosi di conoscere quale sarà il finale di questa vicenda che, definire bizzarra, pare riduttivo. Si attendono ora gli sviluppi, compreso l’esito del controllo, previsto da parte di uno staff di tecnici della FIV, delle misure che saranno rilevate sullo scafo di Duvetica e che porterà all’emissione di un ulteriore certificato di stazza. Solo allora, con successiva verifica, si avrà modo di capire quali sarebbero stati i reali risultati del campionato.

Per il momento sembra che le posizioni politiche e la rigida burocrazia federale stia prevalendo sull’aspetto sportivo e sul buon senso. Non bisognerebbe mai dimenticare che sono gli armatori, con passione, a fare le regate e a sostenere, anche economicamente, quell’apparato che dovrebbe garantire loro di competere secondo un sistema, magari non perfetto, ma comunque giusto.


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