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Società di charter greca chiude, i clienti rischiano di perdere soldi e vacanza

La Royaleagle, secondo l’omonima società tedesca, ha chiuso. In Italia un centinaio di contratti a rischio

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Un’importante società di charter greca ha chiuso la sua attività. In questi casi c’è il rischio per chi ha noleggiato barche di questa società da agenzie italiane di arrivare in Grecia e non trovare la barca noleggiata, per questo Solovelanet ha fatto una rapida indagine per capire quale sia la situazione.

La società di cui parliamo è la Royaleagle Yachting and Brokerage M L.t.d. di Atene, la quale non risponde né al telefono né alle e-mail. Per avere notizie abbiamo scritto alla sua omonima in Germania, la Royalaeagle Yachting and Brokerage Gmbh società che appare ben in evidenza nel sito della prima.

Alla domanda se fossero in procinto di chiudere ci hanno risposto che no, loro sono in piena attività, ad aver chiuso è l’omonima società greca, La Royaleagle Yachting and Brokerage M L.t.d. con base ad Atene con la quale loro non hanno nulla a che fare anche se il loro nome appare ben chiaro sul sito della società greca.

La Royaleagle Yachting and Brokerage M L.t.d. è una società con una grande flotta di cui buona parte costituita da barche Elan. La flotta è dislocata in varie basi della Grecia.

La società opera in Italia attraverso diverse agenzie che abbiamo contattato per telefono o per e-mail. C’è chi ha negato che la Royaleagle abbia chiuso, chi, nonostante abbia sul sito le barche della società greca, ha negato di averne mai sentito parlare e chi ci ha diffidato dal fare il loro nome, e chi non ci ha risposto affatto.

L’unica società da noi contattata ad aver mostrato professionalità è stata Mondovela che ci ha risposto immediatamente dicendoci di avere tre clienti con contratti che prevedono l’utilizzo di queste barche e di aver già provveduto a riproteggerli tutti.

In totale i clienti italiani che potrebbero avere problemi con le barche della Royaleagle Yachting and Brokerage M L.t.d. sono circa 100.

In questi casi, sino a ieri, il rimborso o la riprotezione del cliente su di un’altra barca erano lasciati alla professionalità dell’agente. Dalla prossima stagione sarà diverso perché dal 1° luglio è entrata in vigore la norma che obbliga i tour operator ad avere un fondo di garanzia per coprire proprio questi casi.