lunedì 20 maggio 2024
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La vela al terzo dichiarata patrimonio culturale

Presentato al Museo della marineria di Cesenatico il riconoscimento ufficiale al Terzo, il tipo di vela utilizzato nelle piccole imbarcazioni da pesca o da trasporto in Adriatico settentrionale

La vela al terzo dichiarata patrimonio culturale
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La Soprintendenza per le belle arti di Ravenna, Forlì e Rimini e il Comune di Cesenatico, hanno decretato, con una dichiarazione ufficiale presentata sabato 13 maggio 2023 al Museo della marineria di Cesenatico, che la vela al terzo è patrimonio di interesse culturale.

Per la prima volta, quindi, l’articolo 7 bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che secondo le indicazioni dell’Unesco riconosce le forme di identità collettiva come beni culturali, viene applicato a un tipo di vela e di navigazione, sottolineandone l’aspetto etno-antropologico.

La vela al terzo è la vela tradizionale usata dalle barche da pesca e piccolo trasporto in Adriatico settentrionale dal XVIII secolo sino alla metà del Novecento. Di forma trapezoidale, deve il suo nome al fatto che il pennone superiore che la sostiene è fissato all’albero a un terzo della sua lunghezza.

La sua origine affonda nell’incontro tra la vela latina, usata in tutto il Mediterraneo, con le forme di vela usate nelle acque interne della pianura padana.

Nel corso dei secoli la vela al terzo è stata applicata alle imbarcazioni tipiche della costa romagnola, come bragozzi, trabaccoli, lance, battane, diffondendosi in tutto l'alto Adriatico, a Venezia come a Trieste, ma anche nell’Istria e nel golfo del Quarnaro.

Tra le sue particolarità c’è quella molto scenografica della tintura, effettuata con colori vivaci e riferita al proprietario della barca, così da renderla unica e riconoscibile

A partire dal secondo dopoguerra la vela al terzo è stata progressivamente abbandonata in favore di altre forme di navigazione, ma negli ultimi decenni è stata recuperata da numerose associazioni che la praticano tramandando così una cultura marinara altrimenti destinata all’oblio.

Dopo il conferimento del riconoscimento si è svolta la sfilata in mare delle barche storiche, i cui equipaggi sono stati scortati dalla Guardia Costiera, e sono state offerte alcune dimostrazioni degli antichi mestieri legati alla marineria dell’epoca, come la tinteggiatura delle vele, il carenaggio e il calafataggio e le riparazioni di reti e cime di canapa.

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