
"Abbiamo iniziato a parlare di questo progetto – ha dichiarato – con la Federvela francese cinque mesi fa. Abbiamo presentato gli aspetti principali della nostra sfida, ovvero di unire il meglio della vela francese nel nostro sindacato. Il loro apporto è fondamentale, per accrescere la nostra visibilità e perchè molti dei migliori velisti transalpini sono strettamente legati alla Federvela”. Ligot ha anche escluso che la Ffv possa sostenere altre sfide. “All4One è un progetto – ha continuato – affidato a Jochen Schuemann, che è un grande velista ma pur sempre tedesco. E' vero che c'è una componente francese nel sindacato, ma l'impostazione che darà Schuemann al team sarà di chiara connotazione tedesca”.
Tornando a Team Aleph, Ligot ha indicato i prossimi step del progetto. “Penso – ha detto – che si possa creare una sfida interamente francese. E anche molto competitiva. Ci servono circa cinquanta milioni di euro. E in poco tempo. Abbiamo fissato la deadline a marzo. Se per quella data non raggiungeremo il 75 per cento della cifra necessaria, dovremo abbandonare il progetto. E' meglio non prendere parte a un evento, piuttosto che parteciparvi con un budget dimezzato o rimediato negli ultimi minuti. E' indiscutibile che servono soldi. I team che parteciperanno con una sola barca a mio avviso sono già tagliati fuori dai giochi per la vittoria”.
La Francia è una nazione dove la ricerca nel mondo dei catamarani è particolarmente sviluppata. “Vedremo con quale approccio – ha proseguito Ligot – intraprendere la sfida. Se puntare solo sui francesi o cercare qualche collaborazione all'estero. Noi abbiamo già contattato i più importanti velisti e progettisti transalpini nel campo dei multiscafi. Gli abbiamo proposto di sedersi intorno a un tavolo e discutere su come affrontare la questione. Il problema è che ogni grande progetto francese nel campo dei multiscafi (Hydroptere, Groupama, Banque Populaire) verte intorno a un grande ego. C'è poca capacità di mettersi tutti insieme a collaborare”.
La chiusura è per le prospettive e le speranze di Team Aleph. “Al momento abbiamo pensato a qualche soluzione – ha concluso – ma non posso rivelare i nomi di chi ha collaborato con noi perchè, dal momento che non abbiamo un budget definito, non abbiamo attivato rapporti lavorativi ufficiali. Un altro problema è dettato dal fatto che in Francia c'è una grande cultura della vela, ma non per la Coppa America, considerata una competizione per miliardari. Noi vogliamo dimostrare che non è così. E l'esempio di Emirates New Zealand, che con risorse limitate ha condotto campagne esemplari, è significativo. Con il budget necessario potremmo inventarci qualcosa di rivoluzionario. E non è detto che Bmw Oracle sia largamente favorito. Altrimenti non sarebbe Coppa America”.
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