
La separazione tra INEOS e Ben Ainslie si è trasformata in una battaglia legale per il controllo di Britannia, l’AC75 con cui la squadra britannica raggiunse la finale dell’America’s Cup 2024. Al centro dello scontro ci sono la proprietà della barca, le attrezzature e le risorse sviluppate durante una campagna costata al gruppo di Jim Ratcliffe circa 174 milioni di sterline.
INEOS sostiene che, dopo la conclusione della collaborazione con Ainslie, lo yacht e gli altri beni finanziati dal gruppo avrebbero dovuto essere restituiti. Athena Racing, la struttura sportiva guidata dal quattro volte campione olimpico, contesta invece questa interpretazione e continua a utilizzare la barca come base del nuovo progetto britannico per l’America’s Cup di Napoli 2027.
La vicenda rischia così di condizionare la preparazione di GB1, il team che ha raccolto l’eredità sportiva della precedente sfida britannica e che si trova ora impegnato nello sviluppo della nuova campagna.
Dalla finale di Barcellona alla rottura tra INEOS e Ainslie
La collaborazione tra Ainslie e INEOS era iniziata nel 2018 e aveva portato la squadra a disputare due edizioni dell’America’s Cup. Il risultato più importante era arrivato a Barcellona nel 2024, quando Britannia aveva vinto la Louis Vuitton Cup e riportato un challenger britannico nel Match dopo sessant’anni.
Pochi mesi dopo quella finale, persa contro Emirates Team New Zealand, il rapporto tra Ainslie e Ratcliffe si era però interrotto. INEOS aveva annunciato l’intenzione di proseguire con una propria struttura, mentre Ainslie aveva ribattezzato il suo gruppo Athena Racing.
Nell’aprile 2025 INEOS aveva infine rinunciato alla partecipazione alla successiva America’s Cup, sostenendo che i ritardi nelle trattative con Athena avessero compromesso il tempo necessario per preparare una nuova sfida. Ainslie aveva invece continuato a lavorare al progetto britannico, successivamente presentato con il nome GB1.
Il contrasto è emerso nuovamente nel marzo 2026, quando INEOS ha avviato un’azione legale per ottenere la restituzione dell’AC75 e degli altri beni che considera acquistati o sviluppati attraverso i propri finanziamenti.
La battaglia legale sulla proprietà di Britannia
Secondo la posizione del gruppo, gli accordi stipulati durante la collaborazione prevedevano che le risorse finanziate da INEOS tornassero nella disponibilità della società al termine del rapporto. Il mancato trasferimento della barca costituirebbe quindi una violazione contrattuale, per una causa il cui valore sarebbe superiore ai dieci milioni di sterline.
Athena Racing respinge le accuse e sostiene che la proprietà e il controllo degli asset non possano essere determinati soltanto sulla base dei finanziamenti versati da INEOS. La difesa di Ainslie ha inoltre presentato una ricostruzione molto diversa delle ultime fasi della collaborazione, descrivendo un rapporto diventato progressivamente più teso.
Nei documenti depositati presso l’Alta Corte britannica compaiono anche accuse relative ad alcuni incontri avvenuti tra i rappresentanti delle due parti. Athena sostiene che Ainslie sarebbe stato sottoposto a forti pressioni affinché cedesse a INEOS le attività, la proprietà intellettuale e le strutture del team.
Tra le dichiarazioni riportate negli atti giudiziari compare anche una frase minacciosa che, secondo la ricostruzione di Athena, sarebbe stata pronunciata da un dirigente di INEOS Sport. Si tratta di accuse contestate nell’ambito di una causa ancora in corso e sulle quali dovrà pronunciarsi il tribunale.
Il futuro della sfida britannica verso Napoli 2027
Al di là dello scontro personale, la questione più urgente riguarda il destino di Britannia. Il team di Ainslie sta modificando l’AC75 per utilizzarlo durante la preparazione della prossima America’s Cup, ma un’eventuale decisione favorevole a INEOS potrebbe costringerlo a restituire la barca e a rivedere parte del programma tecnico.
L’AC75 non è soltanto lo yacht con cui la Gran Bretagna ha ottenuto il miglior risultato della sua storia recente nella Coppa. È anche una piattaforma di sviluppo indispensabile per raccogliere dati, allenare l’equipaggio e verificare le soluzioni da trasferire sulla barca destinata a regatare a Napoli.
GB1 ha continuato finora a presentare pubblicamente il proprio progetto come operativo. Ainslie è tornato nel gruppo come primo velista annunciato per la campagna 2027 e la squadra ha confermato di lavorare alle modifiche della barca.
La disputa con INEOS rimane però un’incognita difficile da ignorare. Dopo avere riportato la vela britannica nella finale dell’America’s Cup, Ainslie e Ratcliffe sono ora divisi proprio sull’imbarcazione che rappresenta il risultato più importante della loro collaborazione.
La decisione dei giudici potrebbe stabilire non solo chi possiede Britannia, ma anche con quali strumenti la sfida britannica potrà presentarsi alla partenza della prossima America’s Cup.
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