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Sciacalli in mare

Mentre si fatica a mettere in sicurezza i paesi alluvionati, c'è chi da la caccia alle barche perse in mare

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La Spezia - Mentre le Cinque Terre aspettano la seconda ondata di mal tempo temendo il peggio, c’è chi approfitta di quanto accaduto nei giorni scorsi e si spinge in mare per recuperare le barche che, rotti gli ormeggi, sono andate alla deriva.
La caccia promette bottini consistenti, infatti, per legge, chi trova in mare una barca abbandonata e la recupera, ha diritto ad una ricompensa che può arrivare al 30% del valore dell’imbarcazione.
Se si considera che lo Spezzino è una zona dove di barche ce ne sono molte e che molte di queste sono date per disperse, non è difficile capire come in questi giorni in mare sia possibile ritrovare mezzi anche di valore elevato.
Contro questa pratica che, se pur legale, fatta nella situazione contingente, assume i contorni dell’atto di sciacalaggio, si stanno sollevando diversi diportisti e pescatori della zona che hanno perso in mare le loro barche e che ora temono di dover pagare ricompense salate per riaverle.