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venerdì 27 novembre 2020

Palmarola, l’isola incantata

C’è un’isola a poche miglia dalla capitale che Cousteau definì la più bella del Mediterraneo

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Ponza – Da Nettuno, il marina che si trova a una cinquantina di chilometri a sud di Roma, con quattro ore si raggiunge la prima delle isole Pontine, Palmarola.

Jacques Cousteau, il noto divulgatore francese che con i suoi documentari fece sognare più di una generazione di amanti del mare, definì Palmarola, come la più bella isola del Mediterraneo e dargli torto non è facile.

L’isola, piccolissima e deserta, non ha approdi e chi vi si vuole fermare ha tre cale degne di questo nome, una a sud, davanti a un grande faraglione, una a nord detta anche cala delle Cattedrali, perchè le rocce ricordano le guglie di una cattedrale gotica e la grande cala del Francese.

A cala del Francese, ci sono le uniche costruzioni dell’isola: una piccola villa in mezzo alle palme che insieme a un’altra piccola costruzione appartiene alle sorelle Fendi che qui vengono a passare diversi week end l’anno e qualche periodo di vacanza più lungo; una serie di piccole case scavate nella roccia che oggi sono usate per i turisti e un piccolo ristorante, O’Francese, appunto.

Si mangia pesce e si mangia bene, il personale è inaspettatamente, vista l’amenità del luogo, molto professionale.

Il posto sembra un quadro e chi va a vela non può non amare un luogo così. Di barche a motore ce ne sono solo di giorno, di notte corrono a chiudersi in porto. La sera, la rada del Francese ospita solo velieri. Alcuni vengono da vicino, da Nettuno dove c’è l’unica società di charter della zona, altre vengono da Fiumicino, a 60 miglia a nord, e diverse vengono da molto più lontano, chi dalla Francia e chi da oltre oceano.

Se si è a caccia di posti da ricordare, Palmarola e la cala del Francese sono sicuramente tra questi.