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mercoledì 25 novembre 2020

Il Giappone riesce a estrarre metano dal mare

Per la prima volta qualcuno è risuscito a produrre gas dal metano idrato, una svolta nell’approvvigionamento di combustibili

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Il Giappone, per la prima volta è riuscito a estrarre metano idrato e bruciarlo. Un successo che potrebbe significare molto, in senso positivo e negativo, nella lunga marcia per trovare un combustibile sostitutivo al petrolio che sta per terminare.

Il metano idrato è in forma solida, circondato da una 'gabbia' di molecole d'acqua, e trattiene una quantità di energia 164 volte superiore rispetto a un volume uguale di gas. Il giacimento che la Japan Oil, Gas and Metals National Corporation, l’azienda che sta portando avanti gli esperimenti a 80 chilometri dalla costa del Giappone, sarebbe sufficiente da solo a soddisfare le esigenze del Giappone in fatto di combustibili. Giacimenti di 'ghiaccio infiammabile', come viene chiamato l'idrato, sono stati trovati anche a largo di Russia e Usa, che stanno cercando il modo di sfruttarli.

Procedendo in questo modo, uno sfruttamento commerciale del metano idratato potrebbe iniziare nel 2018. Secondo alcune stime le riserve mondiali fornirebbero il doppio dell'energia di tutti gli altri combustibili fossili.

Questo combustibile, per quanto sia in grado di sopperire alla progressiva scomparsa del petrolio, ha ugualmente delle controindicazioni. La sua estrazione potrebbe portare a una destabilizzazione del fondo marino e provocare degli smottamenti. Nell’eventualità di fuoriuscite di metano solido in mare, questo farebbe alzare repentinamente l’acidità dell’acqua provocando seri danni all’ambiente.