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La salvezza è l’ancora

Molti incidenti potrebbero risolversi in una semplice perdita di tempo se lo skipper gettasse l’ancora

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Cala dei Sardi, Sardegna – Il team di Solovelanet, la settimana scorsa, stava lavorando alle riprese di uno dei video di IO Navigo, le lezioni di vela del giornale, che aveva per tema la zattera autogonfiabile. C’erano una ventina di nodi di vento e spostare la zattera autogonfiabile, ormai aperta, nel luogo esatto in cui serviva per le riprese non era semplice. Gli uomini sul gommone faticavano molto e la zattera investita dal vento tendeva a scarrocciare velocemente.

Quando il gommone è passato vicino al grande catamarano della North Sardinia Sail che funge da ufficio galleggiante del team e da ponte di atterraggio del drone, la zattera spinta dal vento, in un attimo si è insinuata tra i due scafi, mentre il gommone è finito sul lato sinistro.

In un attimo una situazione relativamente calma si è trasformata in una situazione potenzialmente pericolosa, un grande catamarano con una cima incastrata nell’asse del timone e altre cime pericolosamente vicine a una delle eliche, derivava pericolosamente verso gli scogli.

Qualcuno grida, “Getta l’ancora”, l’ordine viene eseguito e la deriva si arresta. Ora si può pensare a liberare il timone e l’elica.

Lo stesso giorno, dall’altra parte dell’oceano, un ex VOR 60, sta entrando nel porto di Lunenburg, in Canada, quando una drizza lascata troppo frettolosamente, manda a finire il grande fiocco sotto lo scafo. La vela si avvolge intorno all’elica. Gli scogli dell’antimurale del porto sono a meno di 100 metri e il vento soffia forte in quella direzione. Anche in questo caso, a salvare la situazione interviene l’ordine giusto, “giù ancora”. L’ancora del VOR, come in Sardegna quella del catamarano, erano di buona fattura e atterrate sul fondo marino hanno agguantato subito bene salvando le due barche.

Da questi due eventi si possono trarre due insegnamenti. Il primo è che in caso di paralisi della barca quando questa è a portata di scoglio, la prima cosa da fare è gettare l’ancora e non permettere alla barca di avvicinarsi ulteriormente alla costa; la seconda cosa importante è quella di avere a bordo un ancora in grado di aggrappare il terreno subito.

Un’ancora economica, la riproduzione di una CQR o di una Bruce, mal bilanciata o con il fuso troppo lungo o troppo leggero, potrebbero, in caso di emergenza, segnare la fine delle speranze.

Un’ancora non buona non ha la capacità di impuntarsi sul terreno e scavare per aggrappare a dovere e fermare la barca. Questa scivolerà sulla sabbia, o, ancora peggio, sui sassi, e quella speranza di salvare la barca svanirà con la convinzione che un’ancora vale l’altra.