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La plastica minaccia le balene

I ftalati compromettono la capacità riproduttiva delle balene

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Uno studio accerta la presenza di ftalati, componenti derivati della plastica, nel grasso sottocutaneo delle balene che vivono nel Mediterraneo.

Lo studio, condotto dal gruppo di ricerca della professoressa Maria Cristina Fossi dell'Universita' di Siena, finanziato dal ministero dell'Ambiente e appena pubblicato sulla rivista scientifica 'Marine Pollution Bulletin', ha accertato un'alta concentrazione di ftalati nelle acque del Mediterraneo, in particolare in quelle liguri.

In media le microparticelle di plastica rilevate nelle nostre acque sono pari a 0,62 particelle di microplastica per metro cubo, ovvero una concentrazione molto simile a quello riscontrato nelle isole di
spazzatura che galleggiano nell'Oceano Pacifico.

Non in tutte le zone la concentrazione è uguale, in Liguria, si è registrata una concentrazione sette
volte maggiore a quella della Sardegna. Le particelle vengono ingoiate dai cetacei che filtrano l'acqua. Queste, una volta assimilate, compormettono le loro capacità riproduttive.