lunedì 20 maggio 2024
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Grecia: problemi per le barche con bandiere polacche

Richiesta dalle autorità elleniche la dimostrazione di aver pagato l’IVA della propria barca in ambito comunitario

Grecia: problemi per le barche con bandiere polacche
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Attenzione per chi va in Grecia e batte bandiera polacca. Le autorità doganali elleniche chiedono di dimostrare che la barca abbia assolto l’IVA in ambito comunitario. Nel caso non sia possibile farlo, l’imbarcazione viene considerata extra-UE e rilasciato un transit-log (permesso di navigazione in acque greche) di soli trenta giorni, fruibili entro l’anno in corso.

Questo sta accadendo perché la Polonia attualmente non rispetta le direttive UE in materia di IVA e registrazione di unità navali.

Al momento ci sono segnalazioni in merito nell’isola di Kos, in Egeo, ma secondo quanto dichiarato da Michalis Roditis della Roditis Yachting Agency, la direttiva verrà estesa a tutta la Grecia.

Negli ultimi anni molti proprietari di imbarcazioni italiane hanno cambiato bandiera e preso quella polacca. Si tratta di una pratica assolutamente legale che trova le sue ragioni nella normativa spesso farraginosa del nostro Paese.

Per farlo non occorre essere residenti in Polonia e le pratiche richiedono in genere uno o due mesi; tempi assolutamente incomparabili con quelli della burocrazia italiana.

Al momento della registrazione le autorità polacche non chiedono di dimostrare di aver assolto l’IVA e per questa ragione la Grecia chiede di farlo. Nel caso di imbarcazioni acquistate di seconda mano, potrebbe essere difficile per i proprietari produrre documenti che attestino la regolarità del pagamento dell’imposta sul valore aggiunto.

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