lunedì 15 luglio 2024
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Perché la vela rappresenta solo un quinto del parco barche?

Su cento barche immatricolate, solo 18 sono barche a vela, un numero veramente molto basso. Quali posso essere i motivi per cui solo un quinto del parco barche è costituito da barche a vela?

Perché la vela rappresenta solo un quinto del parco barche?
Perché la vela rappresenta solo un quinto del parco barche?
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Il salone di Dusseldorf sembra che debba ridimensionarsi a causa delle spese energetiche per scaldare i padiglioni, tale ridimensionamento molto probabilmente passerà dalla riduzione dello spazio destinato alla vela.

Cantiere del Pardo e Solaris ormai veleggiano decisi verso il mondo degli yacht a motore mantenendo la produzione vela che, almeno nel caso del Cantiere del Pardo, è diventata, in valore, meno di un quinto di quella a motore, per un fatto di tradizione e immagine.

Anche i grandi cantieri industriali della vela sono sempre più impegnati nelle loro gamme di barche a motore.

E la vela?

La vela sembra aver arrestato la sua caduta e oggi mantiene una percentuale di circa il 18% delle barche immatricolate. La percentuale è molto simile a quella di venti anni fa quando era del 20%, ma quando la produzione di barche a motore dei cantieri industriali a prezzi contenuti, che ha portato a una forte diffusione delle barche a motore di piccola e media taglia, era solo all’inizio.

La nicchia dei velisti resiste, ma non cresce.

Nonostante le barche a vela odierne siano più comode delle barche a vela di qualche decennio fa e siano più spaziose della maggior parte delle barche a motore di uguale lunghezza, la vela non sembra avere la capacità di diffondersi più di quello che fa.

Il velista è ancora oggi un personaggio particolare con valori non omologati a quelli della massa.

Chi va a vela è quello che ama l’andamento lento e anche quando va a motore non aspira ai trenta nodi, ma gode dei suoi 7-8 nodi che gli permettono di vivere la sua barca in pieno, cucinando, leggendo, studiando o ascoltando musica senza che il rumore sordo del motore sia particolarmente forte.

Una persona che scambia la velocità con la tranquillità di una lunga navigazione di ore tra un’isola e un'altra, sicuramente è un personaggio particolare. In un mondo dove tutto è velocità, dove anche mangiare è diventata un’attività da cronometrare, andare a vela denota una visione della vita sicuramente diversa.

Forse per questo sempre più i cantieri per espandersi si rivolgono al settore motore. Forse hanno capito che la vela non si espanderà mai più di tanto a meno che non ci siano rivoluzioni culturali così profonde da rivedere la scala valori del mondo occidentale.

Oggi che le barche hanno le rande avvolgibili e i fiocchi autoviranti, portare una barca a vela è più semplice di una volta e non è molto più complicato che portare una barca a motore, con la differenza che quando c’è mare una barca a vela si comporta meglio di una barca a motore e quando si è in rada una barca a vela è molto più stabile di una barca a motore che anche con poca onda, rolla.

Allora perché si continua a comprare così tante barche a motore?

La risposta non è tecnica, è culturale. Probabilmente la popolazione che ha una visone della vita più naturale, più serena e anche più economica, visto che una barca a motore costa circa il doppio di una barca a vela, è rappresentata da una percentuale che si aggira intorno al 18%.

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