domenica 2 ottobre 2022
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Canadair abbandona l’ammaraggio perché ostacolato da un motoscafo

Un canadair in fase di ammaraggio è stato costretto ad effettuare una manovra di emergenza perchè nello stesso tratto di mare è sopraggiunto un motoscafo ad alta velocità

10/08/2022 - Nella giornata di ieri è stato diffuso nella rete l’impressionante filmato di un canadair che in fase di ammaraggio ha dovuto riprendere quota a causa di un motoscafo che a forte velocità ha invaso la sua area di manovra. Il fatto è avvenuto in provincia di Savona, più precisamente a largo della cittadina di Albenga.

Noi in apertura notizia vi proponiamo il video postato su YouTube dal Corriere della Sera.

L’aereo, impegnato nello spegnimento di un vasto incendio sulle vicine colline, si apprestava a ricaricare i serbatoi d’acqua, ammarando subito dopo un altro canadair, quando un grande motoscafo è sfrecciato nella zona di ammaraggio a tutta velocità costringendo il pilota a una manovra di emergenza per riprendere quota e abbandonare l’ammaraggio.

Le alture dell’albenganese, in questi ultimi gironi, sono flagellate da diversi incendi. Si parla di circa 400 ettari di vegetazione bruciati e di diverse abitazioni delle borgate nell’entroterra messe a rischio dalle fiamme. L’azione dei canadair dunque è una costante sulla costa antistante la cittadina ingauna.

Sui social dove è stata diffusa l’impressionante ripresa di quanto avvenuto, è montata ben presto la polemica. La guardia costiera aveva in precedenza emanato un avviso di pericolosità in quella precisa zona ma, molti utenti, si chiedono perché la stessa non sia stata interdetta in via ufficiale. Individuato l’incauto diportista rischia la sospensione della patente nautica

Il diportista è stato poi individuato grazie al video pubblicato da prima su Facebook e poi su YouTube. Il conducente del motoscafo, che sembrerebbe essere un cittadino della vicina Alassio, è stato denunciato dalla Capitaneria di Porto. Le accuse riguardano l’inosservanza delle norme di sicurezza della navigazione e intralcio alla regolarità di un servizio di pubblica necessità.

A rendere ancora più critica la posizione dell’uomo c’è il fatto che, a quanto sembra, il suo gesto sia stato intenzionale. Rimane difficile, pensare che l’uomo non abbia visto il primo canadair ammarargli davanti. Tutto ciò, potrebbe avere come conseguenza la sospensione della patente nautica e una denuncia penale.

In occasione di quanto accaduto, la Capitaneria di Porto ha voluto ancora una volta sottolineare come, chiunque si trovi a navigare con un’imbarcazione, deve accertarsi delle ordinanze vigenti nel tratto di mare in cui si intende navigare.

“Io alla gogna per la barca di lusso”: si difende il pilota dell’incidente con il canadair

12/08/2022 - Pochi giorni fa vi raccontavamo di come un Canadair aveva dovuto abortire l’ammaraggio per ricaricare acqua nell’area a largo della cittadina di Albenga perché ostacolato dall’arrivo di un motoscafo ad alta velocità.

Oggi, a distanza di pochi giorni, Max Ferrari, il 49enne che era al comando della barca a motore non ci sta ad essere additato come il bullo che ha messo a repentaglio la sua sicurezza e quella degli altri e si difende rilasciando una dichiarazione al Corriere della Sera.

“Sono stato messo alla gogna mediatica - racconta Ferrari al Corriere della Sera. - Vedono una barca da un milione e mezzo di euro che sfreccia e puntano il dito. Ma la verità è un’altra, io ero nel pieno della legge. Non ho violato nessuna ordinanza perché non c’era nessuna ordinanza. Potevo stare lì e navigare perché non era stata fatta alcuna limitazione al transito in quello specchio di mare e non era stato dato alcun avviso. Non ho messo in pericolo nessuno, semmai sono stato messo in pericolo io con il mio equipaggio».

Non ho violato nessuna ordinanza perché non c’era nessuna ordinanza.

Forse è vero, forse qualche ufficiale o sottoufficiale di Guardia Costiera non ha fatto il suo dovere e non ha disposto la segnalazione della zona di ammaraggio emanando la dovuta ordinanza, ma questo a nostro avviso non assolve il Ferrari.

Ferrari vedendo il primo Canadair in area di manovra e un secondo in arrivo ha preferito dare tutta manetta e portare la barca a 120 nodi nel tentativo di uscire dalla zona di ammaraggio, come da lui dichiarato al Corriere. Molti altri, noi inclusi, avrebbero preferito levare gas, far scendere la barca dalla planata e fermarla entro qualche decina di metri quando questa era ancora molto lontana dalla zona di ammaraggio.

Ognuno di noi ha il dovere civile di fare del tutto per evitare che altri si trovino in difficoltà a causa nostra e per questo secondo noi avrebbe dovuto levare le manette dell’acceleratore della sua barca e fermarla, se non ridurre la velocità e virare e non perché c’era un’ordinanza, ma solo perché quella era la cosa più sensata da fare.

© Riproduzione riservata

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