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mercoledì 25 novembre 2020

Cambio al vertice al Cantiere del Pardo

Il direttore generale e il direttore commerciale di Pardo acquistano il pacchetto di maggioranza del cantiere

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Forlì – Il management del Cantiere del Pardo, sostenuto dal socio di maggioranza ha acquistato, attraverso un aumento di capitale di 5.000.000 di euro, il pacchetto di maggioranza del Cantiere del Pardo SpA.

In conseguenza al nuovo assetto societario, Fabio Planamente, che era il direttore generale del cantiere, è ora il nuovo amministratore delegato, mentre Gigi Servidati che ne era il direttore della produzione, è ora il Presidente del Consiglio di Amministrazione.

Questa operazione ha visto come advisor finanziario lo studio LS Roma attraverso il senior partner Riccardo Acernese.

Luigi Servidati e Fabio Planamente, che lavorano al Pardo rispettivamente dal 2000 e dal 2009, hanno seguito tutte le fasi più travagliate della vita del cantiere. Servidati era in cantiere quando nel 2007 questo fu acquistato dalla Bavaria. Entrambi i manager erano in cantiere quando è arrivata l’improvvisa decisione di portare i libri in tribunale nel 2013, alla quale è seguito l’acquisto della società da parte della famiglia Trevisani e Amadori.

In seguito al ritorno sotto una proprietà italiana del cantiere, Planamente e Servidati sono stati chiamati a guidare il cantiere e ad attuare il grande rilancio che ha portato un cantiere che era sull’orlo del fallimento ad essere una delle realtà più apprezzate nel mondo nel settore vela e da due anni a questa parte a iniziare una strada parallela nel mondo delle barche a motore.

Fabio Planamente e Luigi Servidati commentano così l’operazione da poco conclusa: “Volevamo fare un ringraziamento particolare da parte nostra e del Cantiere del Pardo alla famiglia Trevisani per l’impegno profuso nel rilancio della società e per il sostegno dimostrato dal momento dell’acquisizione, avvenuta nel 2014, fino ad oggi. Gli investimenti e le scelte strategiche fatte permetteranno al cantiere di raggiungere nuovi obiettivi per essere sempre più un punto di riferimento per il settore a livello nazionale e internazionale.”

La famiglia Trevisani e Andrea Amadori hanno conseguentemente ridotto le proprie partecipazioni, mantenendo però la propria presenza nella compagine sociale.