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mercoledì 25 novembre 2020

Prime preoccupazioni per la Coppa America

Ad oggi ancora solo 4 le squadre iscritte alla regata

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Auckland – Il 6 marzo prossimo le barche di Coppa America, gli AC 75, scenderanno in acqua per l’AC Match, il primo atto di un lungo percorso che le porterà alla grande sfida finale del 2021, ma a oggi gli sfidanti sono solo ancora tre.

Una Coppa America e prima una Prada Cup con solo tre sfidanti anche se di livello altissimo, si teme non riuscirà a suscitare l’interesse di masse importanti di appassionati. Team New Zealand, che ha il compito di organizzare l’evento, sta pensando non solo di non far pagare la multa per chi si iscrive con ritardo, ma, addirittura, come già fatto da Alinghi nel 2007, sovvenzionare qualche team per spingerlo a partecipare.

Gli ostacoli che stanno tenendo lontano i team sono due, il tempo e il budget. Il primo è molto poco, a marzo le barche vanno in acqua e chi dovesse iniziare ora la preparazione potrebbe mettere in acqua la sua barca con mesi di ritardo, un svantaggio enorme, visto che queste sono barche nuovissime e oltre a costruirle bisognerà inventare il modo di condurle che sarà molto diverso da quello sino ad ora conosciuto.

Il secondo problema è il budget. Quando Grant Dalton del Team New Zealand e Patrizio Bertelli di Luna Rossa hanno deciso per i nuovi AC 75 sapevano a cosa andavano incontro. La scelta era tra il fare una Coppa America super tecnologica imponendo delle barche assolutamente rivoluzionarie, o contenere il budget proponendo barche più tradizionali o, addirittura, i catamarani usati nelle edizioni di Oracle e avere più possibilità di aumentare il numero di partecipanti, ma essendo i due team innovatori per natura, la scelta è stata semplice, si è optato di costruire delle barche destinate a rivoluzionare il modo stesso di fare vela.

Lo studio per arrivare a costruire gli AC 75 e la loro realizzazione costa molto, costa anche il maggior tempo necessario a metterli a punto. Inoltre in questa edizione di Coppa, cosa che non c’era nell’edizione precedente, anche gli sfidanti potranno avere due scafi avendo così la possibilità di migliorare la seconda barca dopo aver costruito e provato la prima, ma anche questo è un costo importante. Costi che hanno portato i budget ben oltre i 100 milioni d dollari che si pensava potesse essere la barriera massima per avere un numero alto di partecipanti.

Jim Ratcliffe, il magnate inglese che è dietro il Team inglese INEOS, ha messo a disposizione di Ben Ainslie ben 200 milioni di dollari e anche gli altri team non sono molto lontani da queste cifre. Cifre non facili da reperire e che stanno frenando molto l’interesse degli sponsor per la Coppa America.

Grant Dalton nei giorni scorsi ha detto che ci sono sei team che potenzialmente si potrebbero ancora iscrivere alla Coppa. Max Sirena, lo skipper di Luna Rossa, ha detto che ci sono tre sindacati italiani che stanno studiando la possibilità di partecipare alla coppa, tra questi il sindacato Sardo di Renato Azara.

Probabilmente il numero degli sfidanti non salirà di molto, forse si arriverà a 4 o 5 barche, ma sicuramente lo spettacolo offerto, visto il livello dei team già iscritti e le nuove barche, sarà entusiasmante.