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L’Italia condannata a risarcire i migranti

Una sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, condanna l’Italia per i maltrattamenti sui migranti provenienti dalla Libia

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Strasburgo - Che la legge sui respingimenti in mare non fosse proprio degna di un paese civile, l’avevano detto in molti che non fosse del tutto legale, anche, ma l'ex MInistro Maroni non ha voluto sentire ragioni: bisognava avere il pugno duro. Così, mentre una parte dei nostri militari rischiava la vita per salvare i migranti che provenivano dalla Libia, un'altra, li minacciava, armi in pugno e a volte li picchiava, per riportarli verso l’Africa, come testimonia il film-documentario Mare Chiuso che uscirà a Marzo prossimo.

A mettere un punto fermo, ci ha pensato la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, che ha condannato l’Italia per non aver rispettato l’art. 3 della Convenzione sui Diritti Umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura.
La corte, ha riconosciuto che lo stato italiano ha respinto in mare, a volte con la forza e con maltrattamenti anche violenti, persone che avevano il diritto di entrare nel nostro paese perché in fuga da paesi in guerra, dove la loro vita era in pericolo.

L’Italia di Maroni, si è giustificata con l’accordo stretto tra Gheddafi e Berlusconi, accordo che, la Corte ha sottolineato, era illegittimo, dal momento che andava a sovrapporsi a quanto stabilito con accordi internazionali, da autorità superiori a quelle dello stato nazionale.
Questa è una di quelle sentenze che scottano, perché mettono l'Italia sullo stesso piano di paesi arretrati e incivili.