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Coyote, la storia di una leggenda americana nella vela

Questa settimana uscirà il film che racconta la storia di Mike Plant

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New York (USA) – Questa settimana (probabilmente mercoledì 3 ottobre), sarà distribuito il film di Thomas Simson, Coyote, la storia di Mike Plant.

Non molti conoscono Plant, ma il ragazzo dal ciuffo biondo è rimasto nel cuore di molti velisti americani e a 25 anni dalla sua morte in mare questo film vuole celebrarlo.

Plant non è stato un eroe positivo, dedito alla cocaina, viziato, senza grandi ideali che aveva però dei grandi sogni e riusciva a materializzarli in avventure sensazionali.

Mike girò il mondo per due volte, una di queste partecipando al Vendèe Globe. Cominciò a navigare nei suoi venti, iniziò da zero, senza che nessuno lo avesse istradato. Aveva capito che in quella passione, nella vela, poteva diventare qualcuno, cosa che non gli era riuscita in altre discipline.

Nella sua vita si costruì due barche, con entrambe fece il giro del mondo. La terza barca decise che non l’avrebbe costruita lui. La fece disegnare da Rodger Martin, un progettista sud africano trapiantato a Newport (USA) dove la fece costruire. Era un sessanta piedi molto avanzato e leggero che chiamò Coyote.

Con Coyote decise di partecipare all’edizione del 1992 del Vendèe Globe. La barca andava portata in Francia a Les Sables-d’Olonne da dove il Vendèe sarebbe partito. Mike affrontò la traversata da solo. Molti giorni dopo la sua partenza trovarono il Coyote capovolto alla deriva in Oceano, ma di Mike non si seppe più nulla. Non venne mai a sapere il motivo per cui la barca perse il bulbo che ne provocò l’immediato capovolgimento, ma quella fu l’ultima navigazione di Plant.

Thomas Simson, il regista del film, che chi lo ha visto ha definito eccellente, non è un regista di professione, ma conosce molto bene il protagonista del suo film perché Mike era suo zio e il suo eroe.